C’è una lotteria di Paese per la festa di Santa Viola e lui sale sul palco con scritto sulla maglietta “se non puoi sedurla puoi sedarla”.

Lui si chiama Loris Corradi, 35enne, geometra, vicesindaco di Roverè Veronese e tesserato di Fratelli d’Italia. Fa parte di un partito che tuona contro lo stupro delle donne, soprattutto se commesso da immigrati, e pensa di poter scherzare sullo stupro.

La rete nazionale D.i.Re. chiede “le sue dimissioni subito” perché “in un paese civile le istituzioni non possono tollerare una palese istigazione allo stupro che non fa ridere per niente” e mentre altre proteste si uniscono a quelle dei centri antiviolenza, la sindaca Alessandra Caterina Ravelli resta in un silenzio imperdonabile e tace anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Che cosa aspettano a chiederne le dimissioni?

Chissà con quale spirito Loris Corradi ha scelto di indossare quella maglietta. Chissà con quale autocompiacimento. Si sarà sentito spiritoso e macho il vicesindaco? Ogni giorno in Italia ci sono donne vittime di stupri commessi anche quando non sono coscienti, perché sotto l’effetto dell’alcol o di sostanze come la droga dello stupro.

Lo scorso mese di aprile Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, due consiglieri di CasaPound, altra formazione politica di estrema destra pronta a condannare lo stupro solo se commesso da immigrati, vennero arrestati con l’accusa di aver stuprato una donna. Si erano anche filmati mentre facevano la “prova del braccio” sulla vittima, una donna di 36 anni stordita e inerme. Due uomini coerenti con la sottocultura dello stupro che colpevolizza le vittime e fa della violenza sessuale una questione di potere e spartizione di donne tra uomini. Per costoro non si deve disporre delle donne altrui ma si può, anzi si deve, in nome del machismo, esercitare il dominio sui corpi delle “proprie” donne.

Quale civiltà si può costruire quando chi ricopre cariche istituzionali promuove pubblicamente la goliardia sullo stupro? Loris Corradi ha strizzato l’occhio al sessismo e alla sottocultura violenta e misogina, e ha trovato la complicità maschile sia tra gli stupratori che tra gli uomini che non commetterebbero violenze, ma che su un invito allo stupro riescono a ridere.

@nadiesdaa

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