Il mercato delle auto a zero emissioni ha, come noto ormai, la sua espressione più alta – sia in termini numerici che di avanzamento tecnologico – nella Cina. Una realtà che ha già fatto, di ciò che sarà molto probabilmente il nostro futuro, il suo presente più certo.

E se al 2018 il Paese di Byd, Geely e Great Wall – tre dei più importanti top player nel settore delle EV – guidava il mercato globale seguita da Europa e Stati Uniti (dati pubblicati nell’EV Outlook 2019, il rapporto annuale dell’Agenzia internazionale dell’energia), al giugno 2019 ha tagliato il nastro di 1 milione di colonnine di ricarica installate.

Di questo milione, che guardando ai dati del 2018 sta a rappresentare una crescita annua del 51,5%, 412 mila sono colonnine pubbliche e 591 mila quelle private: finora la rete infrastrutturale per auto elettriche più estesa al mondo.

A comunicare la notizia è stato Li Fulong, il capo del dipartimento della Repubblica Popolare Cinese che si occupa di pianificare e sviluppare il piano nazionale dell’energia, che ha reso noto il numero impressionante – almeno per una realtà, come quella europea, che a confronto è ancora molto indietro. Aggiungendo anche che l’energia non fossile, stando ai numeri di fine giugno, rappresenta oltre il 37,2% dei 6 mila kilowatt di sistema energetico del Paese, con una crescita dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, che ha riportato la notizia, l’alleanza di stato per la promozione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici (China Electric Vehicle Charging Infrastructure Promotion Alliance) ha reso possibile, anno dopo anno, un incremento delle postazioni di ricarica di quasi il 70%.

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