Ha subito una dura sconfitta il presidente argentino Muricio Macri alle primarie dell’11 agosto in vista delle elezioni presidenziali fissate per il prossimo 27 ottobre. È stato nettamente superato dall’avversario, Alberto Fernandez, candidato della coalizione d’opposizione Fronte di tutti. A votare sono andati circa il 75%degli argentini e sono 4 i ticket presidenziali che hanno raggiunto il tetto percentuale necessario per arrivare prossimo turno elettorale.

Secondo il sistema elettorale argentino, per essere eletti al primo turno, i candidati devono avere almeno il 45% dei voti oppure almeno il 40% ed un vantaggio di oltre 10 punti rispetto al rivale più vicino. Al termine dello scrutinio della totalità delle schede elettorali la coalizione peronista d’opposizione rappresentata da Alberto Fernandez e guidata dell’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner (2007-2015) ha raccolto 10,6 milioni di voti (48,86%), mentre la coppia Macri-Miguel Angel Pichetto di Insieme per il cambiamento, ha ottenuto 7,2 milioni di voti (33,27%). Gli analisti hanno quindi sottolineato che se questo fosse stato il risultato ufficiale di ottobre, l’opposizione avrebbe conquistato la Casa Rosada presidenziale al primo turno, senza bisogno di ballottaggio.

Il sistema dalle primarie prevede inoltre che soltanto i ‘ticket’ presidenziali che superano almeno l’1,5% dei voti possono sfidarsi nelle presidenziali. Il 27 ottobre quindi, oltre ai due principali (Macri-Pichetto e Fernandez- Fernandez) ci saranno il Consenso federale dell’ex ministro dell’Economia Roberto Lavagna (8,61%) e il Fronte di sinistra e dei lavoratori di Nicolas del Cano (2,98%).

Macri, in carica dal 2015, è stato il primo ad affrontare i giornalisti dichiarando: “Riconosciamo di aver avuto una cattiva elezione”. Ha rivolto comunque un appello alla coalizione da lui guidata a “raddoppiare gli sforzi” per vincere la sfida elettorale di ottobre. Fernandez ha sostenuto invece che gli argentini hanno inviato un messaggio che è il primo passo per “costruire un’altra storia” e fare “un’Argentina migliore“. Il successo a livello nazionale dell’opposizione peronista è stato molto significativo anche nella provincia di Buenos Aires, principale bacino elettorale, dove il candidato del Fronte di tutti, Axel Kicillof ha pesantemente sconfitto la governatrice uscente alleata di Macri, Maria Eugenia Vidal.

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