di Massimo Arcangeli

La lista delle 50 parole su cui vi ho chiesto di fare una scelta nel mio precedente intervento – qualcuno di voi l’ha anche notato – era (volutamente) un po’ eterogenea. Ho immaginato che fossero tutte a rischio d’estinzione e che, d’improvviso, fossero cancellate da ogni luogo perché ritenute moribonde (anche se, in effetti, alcune già lo sono), ed erano parole anche molto diverse tra loro.

Avrei potuto scegliere 50 vocaboli letterari un po’ impolverati e la cosa sarebbe finita lì, e invece ho inserito nella lista, oltre a termini poetici o letterari (da blandire a pantagruelico, da paventare a reprobo, da tergiversare a trebisonda), anche un po’ “antipatici” (come perciocché) o di robusta impronta toscana (sollucchero, ma per i toscani è piuttosto solluchero).

Termini tecnici o specialistici, o di consistente diffusione in certi ambiti (apodittico, catarsi, comminare, contumacia, smussare); termini in un certo senso insostituibili, per la difficoltà di poterne indicare sinonimi pienamente calzanti o per la loro forte identità (contegno, indaco, laico, soqquadro o zuzzurellone, a lungo l’ultima parola di tutti i dizionari, oppure morigerato, che per le sue numerose sfumature di significato pare inafferrabile). Accanto a questi, termini più o meno formali che possono apparire equivalenti perfetti di parole di uso corrente ed esibiscono invece, sul piano del significato, connotati distintivi o specifici (redarguire, più intenso di richiamare, riprendere o rimproverare, oppure nemesi, rispetto a punizione o a vendetta).

Ciascuna parola delle 50 selezionate è stata dunque scelta accuratamente, perché portatrice di un valore particolare (positivo o negativo); anche spelacchiato, la voce più comune dell’elenco, a suo modo è unica: non ha un esatto corrispondente né in spelato né in spennacchiato. Ma eccoci giunti alla seconda fase del gioco. Mandatemi una testimonianza “visiva” di una delle 50 parole. Può essere una qualunque cosa che figuri la parola, che nell’immagine inviata dev’essere presente (disegnata, stampata, graffita o in altre versioni, anche in forma di semplice etichetta).

Le foto “artistiche” più belle finiranno, firmate da voi, nel mio prossimo libro. La lista dei vocaboli a rischio d’estinzione è disponibile nel post correlato all’inizio di questo testo. Di seguito, invece, sono riportati tre esempi, fra i numerosissimi già arrivati.

Filippo M. R. Tusa, Soqquadro

Nicola Dario Baroni Silesu, Esimersi

Claudia Colafrancesco, Petulante

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