Come tutti gli anni in questo periodo, al termine della stagione cinematografica, il gruppo dei Cinematti ha voluto proclamare, attraverso un sondaggione interno, il film più amato tra quelli usciti a partire da settembre scorso. Anche questa volta, come in passato, il risultato finale fotografa in modo puntuale i gusti del pubblico italiano, premiando tre film che rivelano le tendenze e l’orientamento della comunità dei cinefili per le opere maggiormente gradite.

Ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio è stato Green Book di Peter Farrely, davanti a Roma di Alfonso Cuaron e Sulla mia pelle di Alessio Cremonini, l’unico film italiano che ha raccolto significative preferenze in una stagione tutto sommato deludente per il cinema di casa nostra.

Tre film diversi ma con in comune il tema dei conflitti sociali, a testimonianza del fatto che gli argomenti di forte impatto godono sempre di particolare attenzione. La netta vittoria di Green Book premia la scelta del regista di seguire un filone mainstream rivolto a un pubblico più popolare, influenzato probabilmente anche dal successo ottenuto con il premio Oscar del febbraio scorso. Il tema del razzismo affrontato nel suo film viene a tratti edulcorato dai toni più leggeri e rassicuranti della commedia, con il risultato di non affondare mai davvero il colpo fino in fondo, ma regalandoci comunque un’opera esemplare per la sua ambientazione e per la descrizione di un’epoca – quella dell’inizio degli anni 60 – con atmosfere, dialoghi e personaggi che ci fanno amare il film già dalle prime scene.

Al contrario Cuaron, con il suo Roma, non fa sconti. Ambientato all’inizio degli anni 70 a Città del Messico – appunto nel quartiere Roma – girato con un bianco e nero raffinato, racconta una storia dolorosa e lacerante. Con la coraggiosa scelta di rinunciare alle musiche e con un rigore narrativo che colpisce in pieno lo spettatore, attraverso scene e inquadrature che lasciano senza fiato per la loro drammaticità. Il finale sofferto e liberatorio ci consegna uno dei più alti momenti di Cinema da molti anni a questa parte.

E infine Sulla mia pelle, trainato dal web e dal clamore mediatico della drammatica vicenda narrata, ha il merito di andare ad occupare la casella del cinema di inchiesta e di denuncia, sempre molto difficile da raccontare senza cadere nella retorica e nella superficialità. Un Cinema “necessario“, che risponde cioè all’esigenza di far riflettere su fatti di attualità. In questo caso in particolare risulta difficile restare indifferenti all’argomento trattato, merito anche della gigantesca e convincente prova di interpretazione di Alessandro Borghi.

Mi piace aggiungere che l’utilità di questi sondaggi, oltre a fissare nel tempo i titoli che più hanno incontrato il gradimento del pubblico, sta anche nel segnalare film che si sono persi o di cui addirittura si ignorava l’esistenza. A questo proposito ne cito alcuni, magari meno votati ma di sicuro apprezzati dai Cinematti, che invito a recuperare nelle arene estive o con tutti i mezzi legali a disposizione della tecnologia: Menocchio di Alberto Fasulo, Selfie di Agostino Ferrente e Styx di Wolfgang Fischer.

Concludo ricordando che Cinematti su Facebook è un gruppo pubblico, pertanto anche i non iscritti hanno la possibilità di leggere i post e i confronti tra i membri della comunità, e magari chissà, tramite i risultati di questi sondaggi, qualcuno potrebbe trarre spunti interessanti su film, anche poco pubblicizzati, da recuperare.

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