Quarant’anni fa usciva London Calling dei Clash, una delle band più amate di sempre, definiti The Only Band That Matters (l’unico gruppo che conta). Ad omaggiare quel suono e Joe Strummer, i Principe Punk Foundation. Il nuovo progetto di Antonio De Carmine in arte Principe, che nel 2001 con Socio M, Mauro Spenillo, andò a Sanremo con la canzone Targato Na. “Ho ripreso per mano quello che avevo lasciato. – spiega Antonio – Enzo Russo, produttore e chitarrista, è stato il mio compagno ideale, colui che ha poi formato la band, facendomi conoscere Andrea Cannata, batterista, e Robert Panique, chitarrista/bassista.”

Il brano, Joe Strummer, prodotto da B-Music Prom e Ppf Napoli, riprende il suono più punk dei Clash e anticipa l’uscita del nuovo disco, prevista per ottobre 2019. La canzone si apre con il dialogo tra i ragazzi della band e un certo don Gennaro – sulla falsa riga del nonno di Joe Sarnataro, alter ego blues di Edoardo Bennato – che alla fine dice di non dare retta a nessuno, perché la musica non è cambiata, è sempre la stessa. Il brano suonato e arrangiato in modo impeccabile, con un potentissimo riff di chitarre, rivendica un’attitudine musicale di cui oggi si sente maledettamente il bisogno. In un momento storico in cui le canzoni sono di plastica e prive contenuti, questo progetto è una ventata di freschezza e speranza. E allora forse hanno ragione i Ppf quando cantano: “Me sento ancora a Joe Strummer da matina a sera e vuje me passa p’’o cazzo overo”, perché nella vita: “Doje cose nun aggio avuto maje: sordi e paura.

Che fine hanno fatto Principe e socio M?

Principe e Socio M sono innanzitutto due cari amici che vivono la musica come una ricreazione. Quando questa viene a mancare c’è bisogno di una pausa. Abbiamo tante cose nel cassetto, aspettiamo solo che le nostre esperienze da solisti ci portino nuova linfa, energia e voglia per riprendere da dove avevamo lasciato. Siamo sempre stati un progetto di libertà, senza alcuna regola precisa, senza mai prendere sul serio quel gioco che iniziammo da ragazzi. Nella musica lavoriamo insieme anche a distanza su tanti altri progetti.

Quarant’anni fa usciva London Calling, cosa ha significato per te questo disco?

Ci sono dischi che sono come genitori. Ti insegnano valori e ti prendono per mano facendoti crescere con ideali, e poi ci sono dischi che sono come quello zio che ti portava a vedere il primo film porno, ti faceva accendere la sigaretta per farti sentire adulto, che ti faceva assaggiare un sorso di alcol per prepararti al mondo, lo zio che sfanculava tutte le regole possibili, che metteva in discussione famiglia, chiesa, le ipocrisie che i ragazzi crescendo non tollerano… ecco, quel disco non è un genitore, ma lo zio.

Quanto sono attuali i Clash?

I Clash potrebbero uscire di nuovo oggi, domani. Probabilmente perché il mondo, i ragazzi, e soprattutto il nostro paese, hanno bisogno di contenuti importanti nei testi, di quella energia che come carburante faceva partire il motore che muove pensieri di ribellione o anche quella sana voglia di riprendere quel combat rock che educa più di mille professori.

Nell’intro del brano si dice che la musica è sempre la stessa.

Alla fine se stiamo ancora parlando di The Clash, di Pino Daniele, Battisti, Battiato, Dalla, o di AC/DC ecc… un motivo deve esserci: la Musica resta, i tentativi passano. La colonna sonora delle epoche che passano rappresenta sempre bene la storia che attraversiamo. Questa è davvero bruttarella. E lo dico perché siamo la generazione di “mezzo”, quelli che hanno vissuto livelli troppo “alti” per giustificare la mediocrità. Ma l’introduzione del pezzo è anche una metafora per le nuove politiche che stiamo vivendo in Italia, dove sembrava esserci rinnovamento e freschezza dopo le grandi attese di un movimento che pareva una buona sostituzione al ventennio berlusconiano. “La musica è sempre la stessa” è addirittura un mezzo complimento, perché le cose sono peggiorate dopo le vergognose politiche della Lega che loro hanno portato al governo.

https://www.youtube.com/watch?v=_aSbkIXkLuM&list=RD_aSbkIXkLuM&start_radio=1

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Jovanotti è sul palco ma Fiorello lo doppia dal vivo, lo show dei due al Jova Beach Party

next
Articolo Successivo

Jova Beach Party, anche Jovanotti (nel suo piccolo ma mica tanto) “s’incazza”: “A Viareggio vogliono dividere la spiaggia come in un allevamento di pecore mannare”

next