“In tema di accessibilità sono stati fatti passi avanti significativi, anche se ci sono ancora vari aspetti da migliorare“. L’Italia, con Milano e Cortina d’Ampezzo, comincia la lunga preparazione per ospitare le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026. Da Gabriele Favagrossa, esperto di accessibilità nei settori turismo, mobilità, cultura per conto di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) arriva l’appello affinché il grande evento si trasformi anche in un’occasione per “potenziare la fruibilità di tutto il territorio: trasporto, viabilità pedonale, servizi pubblici e attività commerciali”. “Il miglioramento più importante – spiega Favagrossa – è il salto culturale che consiste nell’aderire alla filosofia dello Universal Design, per cui ogni struttura o servizio deve essere progettato fin da subito accessibile per tutti”.

A poco più di 6 anni dal momento in cui i Giochi invernali arriveranno in Italia, qual è la situazione dell’accessibilità degli impianti sportivi per le persone con disabilità? Quali sono i principali ostacoli che impediscono una piena fruibilità sia per gli atleti sia per i visitatori disabili? Ilfattoquotidiano.it lo ha chiesto a Ledha e al Comitato italiano paralimpico (Cip) Lombardia. “Le strutture sportive presenti a Milano, in linea di massima, sono accessibili. Gli impianti datati invece presentano qualche carenza da risolvere. I principali ostacoli sono le barriere sensoriali ma si sta lavorando per eliminarle”, dice il referente regionale del Cip per l’impiantistica sportiva, Antonello Sferruzza. Nel corso degli ultimi anni sono stati diversi gli interventi di miglioramento. Ad esempio, le piscine municipali sono state dotate di sollevatori per consentirne l’uso alle persone con disabilità motoria. È in corso anche un lavoro di abbattimento delle barriere attraverso percorsi tattilo plantari, mappe tattili, impianti acustici, segnaletica, percorsi accessibili. Su questi aspetti allo stesso tempo restano lacune da colmare. “Di recente a Milano sono stati inaugurati il centro sportivo Cambini-Fossati e l’Allianz Cloud in cui è stata posta particolare considerazione all’accessibilità non solo degli atleti ma anche degli spettatori e addetti disabili che vi operano. In queste due strutture sono state ricercate innovative soluzioni che permettono di essere un esempio da seguire”, spiega a ilfattoquotidiano.it il referente Cip.

“Grazie alla collaborazione tra Comune e associazioni sono nati il portale informativo Milanopertutti.it e la piattaforma formativa Milanoaccogliente.it. Chiediamo al Comune un riscontro per il futuro di questi progetti frutto di una efficace collaborazione”, sottolinea Favagrossa. L’esperto nella formazione e comunicazione su questi temi evidenzia che “proprio la formazione in tema di accoglienza e qualità del servizio per il cittadino/cliente con disabilità è il punto su cui occorre lavorare di più. Un segnale importante è l’interesse crescente delle associazioni degli imprenditori e della Camera di Commercio che sta promuovendo azioni innovative. Altro dato incoraggiante è il crescente coinvolgimento di ATM, AMAT e SEA sul trasporto accessibile”. Secondo Favagrossa, una svolta si è avuta già in occasione di Expo 2015: “Expo ha segnato un cambio di passo importante, in quanto Milano ha iniziato a lavorare più efficacemente sulla propria accessibilità e fruibilità, tanto che la Commissione Europea le ha assegnato il premio ‘Access City Award‘”.

Quali sono le principali criticità riscontrate? “Come sempre i particolari fanno la differenza – risponde Sferruzza – Ad esempio è fondamentale porre attenzione ai bagni per disabili, agli ausili che facilitano gli spostamenti e i mezzi di trasporto a disposizione, garantendo la piena utilizzabilità degli stessi in autonomia e sicurezza. Attenersi scrupolosamente alla normativa non basta, bisogna valutarne l’effettiva funzionalità”. Per il presidente Cip Lombardia, Pierangelo Santelli, “relativamente alle Paralimpiadi invernali 2026 le nostre strutture regionali per lo sci alpino e di fondo sono adeguate ma i parcheggi presentano delle parziali problematiche che necessitano di adattamenti. I palazzetti del ghiaccio a Milano sono in progettazione, mentre le strutture di Cortina, Anterselva e Val di Fiemme sono seguite dai colleghi delle regioni Veneto e Trentino Alto Adige con cui è in corso una collaborazione, che si approfondirà ulteriormente, per realizzare un evento indimenticabile e con strutture che resteranno di esempio”.

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