L’Iran ha aperto un’inchiesta sulla petroliera britannica Stena Impero, sequestrata venerdì dai Pasdaran: secondo le autorità di Teheran, ha urtato un peschereccio nello Stretto di Hormuz e “non ha risposto alla richiesta di spiegazioni”, come ha annunciato il direttore generale dell’autorità portuale, Allah-Morad Afifipoor. Allo stesso tempo però, il portavoce del Consiglio dei Guardiani, istituzione conservatrice vicina alla Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, ha parlato di misura di “reciprocità” rispetto al sequestro di una nave iraniana da parte della Gran Bretagna a Gibilterra il 4 luglio scorso. Il Foreign Office britannico ha risposto convocando l’incaricato d’affari iraniano, responsabile al momento dell’ambasciata di Teheran a Londra. L’Unione europea sollecita “l’immediato rilascio della restante nave e del suo equipaggio e di evitare ulteriori tensioni”.

La nave si trova ora nel porto di Bandar Abbas, nella provincia iraniana di Hormozgan. “Restiamo profondamente preoccupati per le azioni inaccettabili dell’Iran, che rappresentano una chiara sfida per la libertà di navigazione internazionale”, fanno sapere da Londra. Il Cobra, comitato d’emergenza del governo britannico, si riunisce questo pomeriggio per la seconda volta. Una prima riunione era avvenuta ieri sera, subito dopo il sequestro.  Secondo la versione del ministro britannico della Difesa, Penny Mordaunt, la Stena Impero era nelle acque dell’Oman quando è stata intercettata. Per questo a Sky news ha definito il sequestro della nave come un “atto ostile“. Mentre l’Arabia Saudita ha deciso di accogliere forze americane sul proprio territorio al fine di fare assieme agli Stati Uniti “quanto possibile per garantire la sicurezza nella regione”.

Il portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna che fa capo all’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini esprime “grave preoccupazione” per il sequestro . “In una situazione già tesa – aggiunge – questo sviluppo rischia un’ulteriore escalation e mina il lavoro per trovare un modo per risolvere le tensioni”. Da mesi la situazione nella regione è incandescente, dopo la scintilla nel 2018 del ritiro di Washingon dall’accordo sul nucleare e la conseguente ricaduta delle sanzioni economiche. Il sequestro delle navi arriva all’indomani dell’annuncio, sempre dei Pasdaran, del sequestro della nave Riah degli Emirati Arabi, accusata di contrabbando di petrolio. “L’inchiesta sulla causa dell’incidente è stata avviata oggi da esperti nella sede della provincia di Hormozgan”, ha detto all’agenzia di stampa Fars Allah-Morad Afifipoor, specificando: “Dopo che la petroliera britannica non ha risposto alle nostre chiamate, abbiamo allertato le forze militari iraniane che si sono mosse in direzione del tanker per indagare”. All’equipaggio della Stena Impero – 22 persone per la maggior parte indiane, incluso il capitano – è stato chiesto di rimanere a bordo per motivi di sicurezza. Gli altri componenti dell’equipaggio sono un russo, un filippino e un lituano.

Il segretario del Consiglio iraniano per il discernimento ha avvertito che l’Iran non si tirerà indietro: “Non vogliamo la guerra – ha scritto su Twitter Mohsen Rezaei – ma non arretreremo di fronte al nemico che sia Saddam, Trump o la regina”. Per ora gli Stati Uniti hanno deciso di inviare l’esercito a Riad. Il re Salman “ha concesso il proprio accordo per accogliere forze americane in modo da accrescere il livello di cooperazione reciproca per difendere la sicurezza della regione e la sua stabilità e garantire la pace”, ha reso noto un portavoce del ministero della Difesa saudita citato dall’agenzia Spa. Era dal 2003 che Riad non accoglieva più militari americani sul proprio territorio dopo averlo fatto per 12 anni tra il 1991 e il 2003.

Intanto la Francia ha invitato le autorità iraniane a “rilasciare al più presto” la petroliera britannica sequestrata. “Chiediamo alle autorità iraniane di rilasciare la nave e il suo equipaggio il prima possibile e di rispettare i principi di libertà di navigazione nel Golfo”, ha detto in una nota il ministero degli Esteri francese. Stessa richiesta è giunta negli stessi minuti all’indirizzo di Teheran anche da Berlino. Il Regno Unito ha infine sollecitato le navi britanniche a rimanere “fuori dall’area” dello Stretto di Hormuz per un “periodo provvisorio”.

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