80 anni sono tanti per un’auto, anche se l’auto in questione è un’icona assoluta. Tuttavia, se c’è un modello che merita di aver “staccato” un record del genere, quello è proprio il Maggiolino. Oggi, dopo oltre 21 milioni di esemplari prodotti e distribuiti in giro per il mondo, l’ultimo di questi uscirà dalle linee di produzione dell’unica fabbrica che finora ha continuato a fabbricarlo: quella di Puebla, in Messico.

Nacque per volontà di Hitler, ma vide il suo sviluppo più pieno dopo la seconda guerra mondiale, come simbolo di rinascita della Germania e di motorizzazione di massa. Un po’ come la Fiat 500 da noi. Ma il Maggiolino, se possibile, riuscì ad essere protagonista anche molto al di fuori dei confini tedeschi e durante tutti i decenni a seguire. Al punto da conquistare gi Stati Uniti (anche nel cinema, basti pensare a “Herbie, il Maggiolino tutto matto”, giusto per fare un esempio), diventando il simbolo degli Hippy americani insieme ad un altro mezzo marchiato Volkswagen: il van Bulli.

Più volte destinato a “soccombere” dinnanzi a modelli più moderni, in realtà il Maggiolino ha sempre tirato avanti conquistandosi il proprio spazio e convincendo i manager di turno a Wolfsburg a rinnovargli la fiducia. Fino a questo 10 luglio, destinato a restare nei libri di storia come l’ultimo giorno della Beetle. Che, tuttavia, potrebbe ancora stupire: non è escluso infatti che possa tornare in futuro, magari “powered by” quella tecnologia elettrificata di cui il gruppo Vw dispone ampiamente. Gli appassionati se lo augurano. Intanto, onore.

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