Lo avevo detto “sarà una figata, comunque sia!”.

Ora, facciamo il punto: in Italia, se scrivi bene di qualcuno molti pensano che sia necessariamente determinato da un pagamento, infatti il commento da babbeo scettico non è tardato ad arrivare. Uno solo ma ci voleva… Eppure, che piaccia o no, esiste l’entusiasmo ed esistono persone che amano parlare bene di qualcuno (o qualcosa) se c’è da parlarne bene. E in questo caso c’è da farlo sia per qualcuno, sia per qualcosa.

Magari fossi pagato per farlo, non lo sono ma lo faccio comunque perché non sono uno di quelli che ha bisogno di nascondersi dietro una tastiera o una firma finta o al contrario qualcuno in cerca di consensi.

Anzi, spesso capita che non venga apprezzato perché molti godono nel leggere diffamazioni, acredini e polemiche.
E posso dire che nonostante qualcuno abbia pubblicato foto del Foro Italico pieno di immondizia (ovvia per un concerto di tali proporzioni) e svariati ne hanno goduto, be’, è risultato palese che sia stata un’azione infame, squallida e viscida fatta ad hoc per tentare di screditare Palermo, i palermitani e l’operazione intera ma non servirà all’intento meschino, perché è sotto gli occhi di tutti che l’area è stata ripulita immediatamente il giorno successivo al live (come previsto) ed è tornata anche meglio di prima.

E quindi, purtroppo per gli hater, avevo proprio ragione, così dividerò il mio pensiero in due scritti. In una prima parte vi racconterò il davanti le quinte, nella seconda parte vi racconto la mia esperienza personale e il dietro le quinte, ovvero la macchina interna a Radio Italia Live e chicche varie.

Riprendiamo da qui, ovvero il mio pensiero “sarà una figata, comunque sia!”.

Sì, ho avuto oltremodo ragione. E ben oltre 40.000 persone hanno goduto di uno spettacolo emozionante, POP e di una professionalità quasi impeccabile.

L’hanno definita una serata da mille e una notte, suggestione magica sotto il cielo della mia città, una Palermo che merita tanto perché ha dimostrato civiltà e rispetto (considerando sempre una percentuale realistica di incivili che sono parte del mondo in cui viviamo ma ha dominato la serenità)… e ne sono fiero. Tanti gli articoli che troverete in giro ma vi dico la mia: Luca e Paolo hanno fatto il loro, senza esagerare, mantenendo alto il ritmo alla necessità e facendo le battutine senza impegno per oleare la dinamica da palco, hanno introdotto i cambi tra un artista e il successivo e coordinato l’insieme. Saturnino con il Jingle live è stato riconosciuto e osannato dal pubblico e – cazzarola, non vorrei ma devo… – già … va be’, eviterei solo di commentare il dj set di un nome che adoro come Marcelo Burlon – specialmente se considero che due anni fa Bob Sinclar ha fatto vero show anche con un solo CDJ funzionante a causa di problemi tecnici. Però si deve dire, ritengo che si debba mostrare rispetto per discipline artistiche come il djing che troppi sottovalutano e proprio per questo non improvvisarsi solo perché si vuole promuovere un nome che è fighissimo ma in ben altri ambiti.

Boh, me lo avevano detto alcune lingue maliziose ma non volevo credergli, non so, e non capisco, forse serviva ad aumentare l’hype per l’arrivo del primo artista live: Ghali, booom!
Ghali, che non fa TRAP (e trap non ce n’è stata). Ghali ha portato una ventata di energia pazzesca, bravo, buono, emana bene e amore non retorico o fine e a se stesso e nonostante la stanchezza, una volta rientrato in hotel, lo trovi gentile come pochi. Poi Benji e Fede, Paola Turci, ed ecco Takagi e Ketra con Giusi Ferreri che hanno segnato il momento “riempipista” (e vedere Giusi emozionata a cantare nella sua città è stato bellissimo). Poi ancora Fabrizio Moro che ha mostrato grinta e determinazione (amatissimo dalle signorine) e ha vibrato nel cantare “Pensa” proprio a Palermo. Nek che, dopo il trittico – come tutti gli altri -, ha improvvisato una “Laura non c’è” in amarcord con Luca e Paolo che hanno fatto benissimo a insistere. Achille Lauro che si bacia scandalosamente e provocatoriamente con il suo compare Boss Doms (uuh, mi hanno ricordato Benigni e Pippo Baudo) e ha fatto il rock svogliato ispirato al Blasco nazionale (provate a sentire bene Toffee di Vasco e poi C’est la vie di Achille).

E, finalmente, arriva uno tsunami di energia positiva incontrastabile proveniente dalla performance di Mika. Gioca, si diverte e fa saltare 40.000 persone insieme al suo “3!” con i tamburi e il reprise di Love Today, pazzesco nella sua semplicità, nell’approccio verso il pubblico, nella sua gentilezza e nella sua attitudine di grande cuore spiazzante.

Non lo avrei mai detto ma l’ho adorato.

Se la volta precedente il palco di #RILIVE a Palermo è stato pericoloso per Gianni Morandi, questa è stata la volta di Fiorella Mannoia che, scivolando a causa dell’umidità e non perché ha mancato il palco, ha mostrato una tempra e una professionalità che molti artisti più giovani devono prendere come modello (a parte la sua caratura musicale che resta perfetta nel tempo).

Poi Rocco Hunt che ha lanciato il nuovo singolo “Benvenuti in Italy” e fa risuonare la forza del Regno delle Due Sicilie arrivando subito 4° in tendenze su Youtube. Seguono i Thegiornalisti (che da molti sentivo chiamare i “Tre Giornalisti” del pubblico) e poi i ragazzi de Il Volo che dirompono con il loro Italian style da cortocircuito mentale e che, anche se non è il tuo genere, ti lasciano a bocca aperta.

Gli ultimi in scaletta sono stati: IramaArrogante (come il suo singolo platealmente ricostruito su Felices los 4 di Maluma) e belloccio e subito le ragazzine si lanciano in striduli urletti per acclamarlo, ma negli occhi di quel ragazzo ho visto il fuoco e paradossalmente anche l’umiltà di un artista che vuole mantenere disciplina e ambizione; e per concludere Mahmood che dimostra tutte le sue capacità vocali e di stile nel muoversi sul palco dove per salutare il pubblico è salito anche il presidente di Radio Italia, Mario Volanti che ha fortemente voluto tornare a Palermo (nell’ultima – prossima – parte vi racconterò altri dettagli e meravigliose sfumature che è bello conoscere).

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