Esiste un fondo in fondo al pozzo?

Saremmo portati a ritenere di sì, ma la realtà ci dice che non è così.

Fino a due anni fa noi ritenevamo, tutti eh?, che le organizzazioni non governative fossero associazioni benemerite, a cui dare il nostro sostegno. Aiutavano i bisognosi: portando medicine, sollevandoli dalla fame, curandoli, o mettendoli in salvo. Chiunque metta in salvo un altro uomo è chiamato salvatore. Almeno lo era fino a poco tempo fa.

Poi abbiamo iniziato a ritenere insostenibile l’ondata migratoria e la classe dirigente, quella che ha come compito di guardare al domani e al dopodomani, invece di correre ai ripari organizzando misure di integrazione e pianificando interventi umanitari ed economici nelle aree di partenza, ha lasciato crescere, senza alcun controllo, un’industria nuova, quella dell’accoglienza. Che invece di accogliere, cioè di integrare, abbandonava gli ospiti al loro destino, innescando la miccia sociale dell’insofferenza. Il migrante si trasformava dunque prima in vagabondo, poi in uno sfruttato, un nuovo schiavo. E poi, in una misura sempre più significativa, in un piccolo e disgraziato delinquente di strada.

La classe dirigente ha provato, riuscendovi, a sostenere il cambiamento. Più intolleranza verso i nuovi schiavi, senza naturalmente provare a indagare e inquisire coloro che, sfruttandoli, hanno raccolto benessere, hanno truffato lo Stato, provocando un nuovo sentimento di astio. Le Ong sono state trasformate in “organizzazioni criminali”, e nessuno batte ciglio. L’Europa, della quale pure facciamo parte, non vede, non sente, non parla. Soprattutto non si immischia. Ciascuno Stato lavi i suoi panni sporchi come vuole e come sa.

Stanotte la comandante della nave Sea Watch è stata arrestata tra le urla compiaciute di questi nuovi nostri concittadini che si sentono patrioti. Alcuni giorni fa, ritenendo che la linea della fermezza di Salvini fosse più morbida del dovuto, Giorgia Meloni ha proposto di affondare la nave a cannonate. Svuotarla dagli esseri umani ma affondarla. Per dare l’esempio.

Allora Salvini, per essere ancora più duro di Meloni, ha già avvertito che la nuova emergenza migranti è la rotta balcanica, è il confine di Trieste, è la frontiera ad est. E che dunque a mali estremi, estremi rimedi: magari anche un muro andrà costruito per respingere i migranti.

Un muro, già.

E dopo il muro?

Torniamo da dove siamo partiti: non esiste un fondo in fondo al pozzo.

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