Amanda Knox ha subito un danno morale e l’Italia dovrà risarcirla con 10.400 euro  più le spese legali. Lo ha deciso la Corte di Strasburgo rigettando la richiesta del governo di pronunciarsi di nuovo sul caso dopo che l’Italia era stata condannata per avere violato il diritto della difesa della giovane americana arrestata, condannata, scarcerata – dopo poco meno di quattro anni in cella – e quindi definitivamente assolta dall’accusa di avere partecipato all’omicidio di Meredith Kercher, compiuto a Perugia la sera del primo novembre 2007. I legali della Knox avevano chiesto mezzo milione di euro di risarcimento.

La Corte non aveva invece ritenuto che ci fossero prove dei maltrattamenti, alcuni “scappellotti”, che Knox aveva denunciato di avere subito durante l’interrogatorio in questura. L’avvocato Dalla Vedova ha ricordato che la violazione del diritto di difesa è stata riconosciuta perché la sua assistita non fu avvertita di essere indagata, non le venne fornito un avvocato e nemmeno un interprete

“Tutto questo – ha aggiunto – negli interrogatori che andarono avanti per circa 54 ore tra il 2 e il 5 e 6 novembre 2007. Amanda venne sentita inizialmente come testimone ma la sua posizione divenne rapidamente di indagata”. Il legale ha sottolineato che Knox “non fu avvisata che era sospettata”. “Se lo avessero detto subito – ha aggiunto – e le avessero fornito un difensore e un interprete le cose sarebbero andate diversamente”.

Le dichiarazioni rese dall’americana alla polizia portarono all’arresto di Patrick Lumumba, che poi venne però rapidamente scagionato e prosciolto perché riconosciuto totalmente estraneo al delitto. Per quei verbali Knox è stata definitivamente condannata per calunnia. “Siamo soddisfatti ma non sorpresi per la decisione di Strasburgo – ha detto ancora Dalla Vedova – È una sentenza giusta che chiude il discorso”. 

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