La principale banca svizzera, la Ubs, verserà al Fisco 111,5 milioni di euro per chiudere un contenzioso fiscale con risvolti penali. A scriverlo è Il Sole 24 Ore. L’indagine era partita a seguito dell’attività di controllo svolta dall’Agenzia delle Entrate che ha portato la procura di Milano a indagare anche su altre 219 banche per evasione fiscale.

Nei primi casi conclusi sulle banche sospettate di aver nascosto soldi al fisco italiano è stato accertato, come riporta il Corriere della Sera, che le banche avevano una fitta rete di funzionari che venivano tutti i giorni in Italia per contattare i clienti e offrire loro servizi di spallonaggio e strumenti di copertura finanziaria per nascondere all’estero patrimoni illeciti. Anche nel caso della Ubs è emerso che il personale si è recato negli uffici e nelle abitazioni dei clienti per rendere loro servizi di consulenza. In alcuni casi è stata riscontrata l’esistenza di strutture per la “pianificazione finanziaria”, come trust, fondazioni, società anonime, create con l’obiettivo di nascondere capitali detenuti all’estero, mantenendo l’anonimato in caso di un’eventuale richiesta di scambio di informazioni fiscali, minimizzare la pressione fiscale e sottrarsi all’euroritenuta.

Per mesi i movimenti e le telefonate tra i gestori patrimoniali di Ubs e i clienti sono stati monitorati dagli agenti della Guardia di Finanza e di Vigili urbani di Milano in servizio presso la polizia giudiziaria della procura di Milano, guidati da un pool di magistrati diretto dal procuratore milanese Francesco Greco. I dati finanziari analizzati sono stati ricavati grazie alla “collaborazione volontaria“, lo strumento che il fisco mette a disposizione dei contribuenti per regolarizzare la propria posizione fiscale.

Ora anche le altre banche coinvolte – istituti finanziari domiciliati in Svizzera e in altri paradisi fiscali – dovranno trovare un accordo con il Fisco italiano. Proseguono nel frattempo le indagini su diversi altri casi di evasione fiscale, emersi grazie al cosiddetto “modello Milano“, ossia la sinergia tra Procura milanese, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza: in un anno e mezzo circa il Fisco è riuscito a recuperare oltre 1,8 miliardi di euro da 34 multinazionali, tra cui colossi del web come Facebook e Amazon e della moda come il gruppo francese Kering che possiede il marchio Gucci.