Hanno presentato titoli di studio falsi per essere inseriti nelle graduatorie per l’insegnamento, anche per il sostegno ad alunni portatori di handicap. Per questo 25 persone sono indagate dalla procura di Cosenza, a vario titolo, per falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, falsità materiale commessa da privato in concorso e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Avvisi di conclusione delle indagini sono stati notificati nelle province di Cosenza, Lecce, Pistoia, Milano, Bergamo e Forlì-Cesena. È stato individuato anche il presunto falsario, a cui viene contestata la contraffazione di 22 diplomi presentati da alcuni degli indagati a vari istituti scolastici e all’Ufficio scolastico regionale. Molti degli insegnanti sono già stati allontanati, sostituiti da docenti con regolari abilitazioni.

Gli investigatori hanno scoperto un “sistema volto alla falsificazione e all’utilizzo, sull’intero territorio nazionale, di diplomi apparentemente rilasciati da istituti magistrali statali e paritari della provincia di Cosenza e di Reggio Calabria, nonché da scuole di specializzazione per l’insegnamento di sostegno agli alunni portatori di handicap, dall’Istituto nazionale scuole e corsi professionali di Cosenza”. I titoli di studio falsi sono stati allegati dagli indagati alle domande per essere inseriti sia nelle graduatorie ad esaurimento, sia in quelle d’istituto per l’assunzione come insegnante nelle scuole primarie e dell’infanzia e di sostegno.

Il presunto falsario che si occupava dei documenti è un pensionato di 69 anni di Mangone, in provincia di Cosenza. Un’indagata ha dichiarato che l’uomo, tramite un intermediario, chiedeva 3mila euro in cambio del titolo falso. I Carabinieri, perquisendo casa sua, hanno scoperto un vero e proprio “diplomificio”, una “centrale del falso organizzata con diversi computer, stampanti e vario materiale informatico, nonché copie cartacee di diplomi già falsificati e materiale utile”. Sono state trovate anche 30 stampe compilate con i nomi di alcuni dei 25 insegnanti indagati e due risme di carta pergamenata per diplomi, in bianco, pronte per la stampa. Tutto è stato posto sotto sequestro.

Una prima fase dell’indagine, denominata “Minerva”, era culminata, nel novembre 2017, con la notifica di altri avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di 33 persone per i reati di falsità materiale ed ideologica, avendo presentato diplomi scolastici contraffatti ai provveditorati ed istituti in tutta Italia. In seguito due dirigenti scolastici hanno scoperto la falsità dei titoli magistrali presentati agli istituti da cinque aspiranti insegnanti, segnalando l’anomalia direttamente ai carabinieri di Cosenza. Controlli incrociati sono stati estesi a tutto il territorio nazionale, ed è stata acquisita documentazione presso molti Uffici scolastici regionali e istituti.