Tutti e tre seduti allo stesso tavolo, come non succedeva da tempo, in un vertice in cui si incroceranno tre macrotemi: l’agenda di governo, il negoziato per le nomine in Ue e quel rimpasto che nessuno dice di volere apertamente ma che non appare un’ipotesi così remota. Si aprirà con il vertice convocato da Giuseppe Conte con Luigi Di Maio e Matteo Salvini la settimana nella quale è atteso l’inizio della seconda fase del governo giallo-verde.

I primi atti concreti sono attesi nel consiglio dei ministri in programma per martedì, ma molto circa l’orientamento della futura azione di governo si capirà già domani. Conte potrebbe vedere i suoi vice al termine di una giornata che lo vedrà impegnato, in mattinata, nel faccia a faccia con lo Spitzenkandidat del Partito Popolare europeo Manfred Weber. Un incontro che arriva in un momento in cui sembra emergere il rischio di un’Italia isolata nelle istituzioni comunitarie e che quindi testimonia come, in vista della partita per la presidenza della commissione Ue e per le nomine dei top job europei l’apporto dell’Italia è quantomeno considerato.

Si parlerà anche di questo, sempre lunedì, nel vertice a tre a Palazzo Chigi, dove verrà affrontato anche il tema del negoziato con Bruxelles. All’orizzonte, la possibilità di frizione tra chi, come Lega e anche M5S in queste ultime ore, apre all’opzione dei mini-Bot e chi, invece come il titolare del Mef Giovanni Tria e lo stesso premier, ha più di un dubbio su questa soluzione. Dubbi che, ragionano a Palazzo Chigi, non influiranno sul negoziato che Conte ha in mente di mettere in campo con l’Ue per evitare la manovra estiva. Un negoziato duro, dove la cifra sarà quella del dialogo, non di un arretramento di posizioni.

La settimana prossima sarà decisiva anche per la futura squadra di governo. Nessuno parla apertamente di rimpasto, ma l’ipotesi è nell’aria e il segretario della Lega non ne fa mistero: “Se se ci fosse necessità di una squadra più compatta e di una revisione del contratto, io sono disponibile”, ha detto venerdì a Pomeriggio Cinque. Due i ministeri in discussione: quello delle Infrastrutture, retto da Danilo Toninelli e quello della Sanità, guidato da Giulia Grillo. Tema strettamente legato a quello dell’agenda del governo nel quale, per il Carroccio, su alcuni dicasteri ci sono debolezze. E sono soprattutto i dossier in capo al Mit ad entrare nel mirino dei leghisti.

Il vertice si terrà, ovviamente, alla luce dei ballottaggi di domenica. Due le città simbolo a cui guarda la Lega per una vittoria: Ferrara e Prato, località di quel Centro da tempo entrato nella strategia di “conquista” di Salvini. E il vicepremier, per il 16-17 giugno, prepara quel viaggio da tempo rinviato: la missione negli Usa, alla corte del governo Donald Trump.

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