“Non può permettersi 4mila euro d’affitto al mese? Lei è un morto di fame”. L’ha esclamato un operatore turistico salentino verso un cliente che al telefono lamentava l’elevata tariffa di una casetta in riva al mare per la sua famiglia vicino Gallipoli. Il racconto del turista insultato è pubblicato sul Nuovo quotidiano di Puglia che ha raccolto la sua volontaria testimonianza. Racconto arricchito da un preambolo dove l’operatore turistico spiega che nel 2018 la stessa casa era stata affittata a una famiglia di Milano per ben 15mila euro. Poi lo sbotto: “Non può permettersi i 4.000? Lei è un morto di fame, non ha capito cosa le è stato offerto, la sua foto farà il giro di tutta Gallipoli in pochi minuti”. Insomma altissima tensione sul Tavoliere.

Un thriller a sfondo estivo che ha per protagonista il tanto declamato turismo pugliese che negli ultimi anni ha raggiunto cifre da record ma che poche ore fa dalle colonne del Sole24Ore ha subito un durissimo colpo per l’estate 2019. Nell’articolo dal titolo esplicito “Fuga dal mare italiano: prezzi su, budget giù”, nella seconda riga si affaccia lo spettro dell’abbandono proprio su Adriatico e Ionio: “tra le destinazioni a picco la Puglia con -13,6%”. Tre i dati rilevanti sui probabili flussi vacanzieri che già in queste ore iniziano a farsi reali: quasi il 40% delle famiglie italiane sceglierà il luogo di vacanza esclusivamente in base al prezzo; la durata media della vacanza balneare scenderà sotto i 10 giorni (per la precisione 9,2); e soprattutto il 67,8% è disposto a cambiare meta all’ultimo istante se l’offerta economica è di quelle ragguardevoli. Ciliegina sulla torta: l’aumento dei prezzi di alberghi e strutture ricettive. E il Sud Italia è quello che spinge di più l’acceleratore: più 4,2% a confronto di un 2,2% del Nord Italia. Così se Rimini continua ad essere, per alcuni inspiegabilmente, la destinazione più accogliente ed ospitale e Riccione quella più di tendenza; se la più conveniente è Alba Adriatica (Te) e quella più divertente e giovanile è proprio Gallipoli (seguita dal vicino Porto Cesareo); la Puglia in generale sembra essere il fanalino di coda delle prossime vacanze italiane. “La Puglia, dopo anni di incessante crescita – scrive ilSole – nell’estate 2019 perderà sino al 13,6% di presenze e fatturato (…) con il Salento che perderà oltre l’11% in termini di presenze e 14% di fatturato”. Non ci resta che piangere… o abbassare i prezzi.

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