Sono tutti in salvo i circa cento migranti soccorsi giovedì dalla nave Cigala Fulgosi della Marina Militare al largo della Libia. L’imbarcazione ha attraccato a Calata Bettolo, nel porto di Genova, intorno alle 9 di domenica mattina e nel giro di poche ore sono iniziate le operazioni di sbarco e le visite mediche per verificare lo stato di salute dei naufraghi. “Si è concluso intorno alle 12 lo sbarco di donne e bambini. Per alcuni, i medici hanno preferito l’invio in ospedale per accertamenti, ma non sembrano esserci patologie importanti”, ha detto ai giornalisti Sergio Gambino, consigliere delegato della Protezione civile del Comune di Genova. Conclusi gli accertamenti, le cento persone, come annunciato sabato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, saranno redistribuite tra “il Vaticano e altri 5 Paesi europei“: “Nessuno dei migranti arrivati oggi a Genova con la nave della Marina militare sarà a carico dei contribuenti italiani e ringrazio i vescovi italiani per la solidarietà concreta dimostrata”, ha dichiarato il vicepremier a margine della parata ai Fori Imperiali per le celebrazioni del 2 giugno. Intanto, una barca con 70 migranti a bordo è arrivata in mattinata nella spiaggia di Torre Colimena, nel Tarantino.

Le persone a bordo, spiega Gambino provengono da diversi Paesi africani come “Libia, Camerun, Somalia, Costa d’Avorio, Nigeria e Mali” e i mediatori culturali stanno dando supporto alle operazioni di sbarco. A bordo, inizialmente, “erano rimasti solo uomini adulti che, poi, sono stati fatti scendere a gruppi di 10 per le visite mediche e l’identificazione – ha aggiunto – Nessuna notizia dal Viminale. Noi ci occupiamo dell’accoglienza”. 

Prima di avviare le operazioni di sbarco, c’è stato un primo controllo sanitario a bordo, dopodiché è salita la Polizia per fare le verifiche necessarie alle indagini. Solo successivamente sono iniziate le operazioni di sbarco, con i 23 minori, di cui alcuni non accompagnati, e 17 donne, che hanno avuto la precedenza. I ragazzi senza genitori saranno presi in carico dalle forze dell’ordine e “da indicazioni del Viminale resteranno a Genova”, dice Gambino. Sul molo di Calata Bettolo è anche stata allestita una tensostruttura della Croce Rossa: “Ci sono le tende per le visite mediche – ha aggiunto Gambino – per l’identificazione e quelle dove far stare le persone in attesa di conoscere in quale Paese saranno mandati. Siamo, tra Polizia di Stato, personale sanitario, Protezione Civile e pubbliche assistenze, circa 140 persone”. Una cinquantina di adulti arrivati a bordo della Cigala Fulgosi sono già stati fatti salire su un pullman che, secondo quanto riferito dal Viminale, è diretto verso una struttura della Cei, nel Lazio, che li accoglierà.

Ad accogliere le 100 persone arrivate nel porto ligure, anche un presidio di circa 300 manifestanti arrivati davanti ai cancelli di Calata Bettolo per chiedere l’apertura dei porti e, intanto, dare il benvenuto ai profughi salvati dalla Marina Militare. La manifestazione è stata organizzata via social da Genova per i porti aperti. Ai cancelli è stato legato lo striscione Benvenuti che ieri la compagnia dei portuali Culmv aveva issato sulla Lanterna. Il presidio, dopo un breve corteo non autorizzato, è stato sciolto poco prima delle 13.

Intanto, nella mattinata di domenica una settantina di migranti sono sbarcati nella spiaggia di Torre Colimena, Marina di Manduria (Taranto). Si tratta di un gruppo di uomini, probabilmente di nazionalità pakistana, tra i quali ci sono anche una ventina di minori. Dopo essere stati fermati dai Carabinieri sulla litoranea di Torre Colimena e nella località balneare di San Pietro in Bevagna, sono stati accompagnati provvisoriamente nello stadio comunale della vicina Avetrana. Successivamente saranno trasferiti nell’hotspot di Taranto.

Il vicesindaco Alessandro Scarciglia, che ha coordinato l’accoglienza con il consigliere comunale Emanuele Micelli, fa sapere di essere stato contattato telefonicamente alle 7 di domenica mattina dai militari della stazione carabinieri di Avetrana. “Mi hanno chiesto la disponibilità – spiega – di alcuni locali a seguito di uno sbarco di cittadini extracomunitari. Ho subito comunicato di poterli accogliere temporaneamente all’interno del campo sportivo perché ci sono locali idonei e servizi igienici per tutti. Abbiamo poi provveduto immediatamente a fornire ai cittadini extracomunitari acqua, latte e pane“.

Le associazioni di volontariato hanno già avviato le operazioni di accoglienza, con cittadini e commercianti che hanno portato cibo e altri beni di prima necessità. Alcuni ristoranti hanno offerto un pasto caldo e un negozio di casalinghi ha provveduto a fornire piatti, bicchieri e posate. “Inoltre, abbiamo provveduto – aggiunge Scarciglia – a donare qualche paio di scarpe a qualcuno, pochi in realtà, che ne era sprovvisto”. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per individuare l’imbarcazione che ha fatto scendere i migranti sulla spiaggia ionica.

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