C’è l’ampolla con l’acqua del Po, un cappellino da basket con il motto di Trump “Make America Great Again“, il Tapiro d’Oro di Striscia la Notizia e due ritratti del presidente Putin. E ancora: Alberto da Giussano, un’icona di Gesù, il berretto dei carabinieri, la foto di Baresi, un gufo con la scritta “Salvini premier” risalente alla campagna per il 4 marzo 2018, e un avanzo dell’uovo di cioccolato del Milan. Un bastone di legno, una foto di gruppo, una bottiglia (vuota) di vino e un’altra di birra. Poi tra i libri, si scorgono quello della giornalista Lilly Gruber (la stessa con cui qualche giorno fa,  prima del voto europeo, aveva polemizzato per un’ospitata al suo programma Otto e Mezzo), un volume su Cassano Magnago (il paese dove nel 1941 nacque Umberto Bossi) e poi “La crociata di Himmler. La spedizione nazista in Tibet nel 1938‘”.

Questi sono solo alcuni degli oggetti più curiosi ben in vista sulla libreria che fa da sfondo alla foto con cui il vicepremier Matteo Salvini ha voluto ringraziare i suoi elettori dopo la vittoria alle elezioni europee del 26 maggio. “Primo partito in Italia, Grazie”, scrive il leader leghista su un cartello scritto a penna. Ma l’attenzione di tutti si focalizza sulla disordinata libreria alle sue spalle dove gadget di ogni tipo appaiono messi lì alla rinfusa e così sui social si sono scatenati i commenti ironici.

Quella di Salvini però non è stata l’unica libreria protagonista della scena post-voto: anche quella del leader del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha infatti conquistato la scena social, ma per un motivo opposto. Sì perché per ragioni non meglio specificate era completamente vuota. Sulle mensole in legno alle spalle della scrivania del segretario dem non c’è infatti neanche un libro nè un soprammobile o un oggetto qualsiasi. Vuoto totale, come si vede nella foto pubblicata dal Pd in cui si vedono Zingaretti e l’ex premier Paolo Gentiloni che sorridono insieme alla notizia del sorpasso sul Movimento 5 Stelle.

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