Il M5S se l’è vista brutta fino a poche settimane fa, prima di iniziare a litigare con Salvini. Il Reddito di cittadinanza non è una misura che porta voti, come spiegavo da questo blog a fine gennaio. Per recuperare terreno sul partito di Salvini è servito un ritorno ai valori originali del Movimento, sui quali alcuni hanno dubitato dopo l’alleanza di governo con la Lega.

Litigando con Salvini sul Tav, su Siri e poi su ogni cosa, tutti i giorni da qualche settimana a questa parte, il M5S ha dimostrato di essere diverso dalla Lega e di non essere disposto a compromessi sulla questione morale. Se queste liti – almeno quelle sulle questioni minori, come i negozi di cannabis legale per intenderci – finiranno dopo le elezioni del 26 maggio, allora significa che il governo andrà avanti altri quattro anni e che questa fase di battibecchi quotidiani è servita ad entrambi per parlare al proprio elettorato in vista del voto di domenica, e per far scomparire il Pd. Ma questo dipenderà molto dall’esito del voto. Il vero ago della bilancia sarà la percentuale della Lega.

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