Luigi Di Maio in piazza Bocca della Verità a Roma con Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista, ma senza Beppe Grillo. Matteo Salvini a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza. I due vicepremier M5s e Lega hanno chiuso con due comizi a chilometri di distanza la campagna elettorale per le Europee. Da una parte una festa che puntava a rievocare lo stile dei raduni di piazza dei 5 stelle, anche se questa volta con meno partecipazione. Dall’altra un sit-in più ristretto e simile alla iniziative che il leader del Carroccio fa nei suoi tour sul territorio.

I 5 stelle in piazza a Roma senza Beppe Grillo – L’ultimo comizio di Luigi Di Maio è in piazza Bocca della Verità a Roma: “Il Pd non è la sinistra, non rappresenta la sinistra. Ha scambiato la questione morale di Berlinguer con l’omertà – ha detto il capo politico del M5s – Perché le dimissioni di un sottosegretario indagato per corruzione le abbiamo chieste noi e non loro?”. Quindi il vicepremier si è rivolto agli alleati di governo: “Da lunedì la Lega se vuole lavorare in serenità nel governo deve dismettere le posizioni di ultradestra che sta assumendo”.

Nel corso della serata sono intervenute tutte le capilista alle elezioni e alcuni dei ministri, da Sergio Costa a Riccardo Fraccaro fino ad Alfonso Bonafede. Sul palco anche Davide Casaleggio. E proprio prima del suo intervento è stato trasmesso un tributo a Beppe Grillo (il grande assente) e Gianroberto Casaleggio. Il figlio del cofondatore ha parlato dell’importanza dell’esempio che ha portato, secondo lui, i 5 stelle al potere. “Dobbiamo tenere cari i nostri valori, i nostri ideali, le nostre battaglie che abbiamo portato avanti in questi anni”, ha detto. “L’esempio ci ha permesso di arrivare fino al governo. L’esempio di uscire di casa e piantare diecimila alberi in un solo weekend, l’esempio di tagliarsi uno stipendio e rinunciare a un finanziamento pubblico di 42 milioni di euro”.

La marcia però, ha detto Casaleggio, sarà ancora molto lunga: “Nei prossimi 10 anni potremo raccontare come portare i cittadini al centro dello Stato. Fino a oggi siamo stati parole guerriere, oggi siamo Stato con l’orgoglio dei fatti”, ha detto rivendicando alcuni dei risultati del governo Lega-M5s. “Falcone e Borsellino chiedevano si facesse qualcosa contro il voto di scambio, oggi è legge. Eravamo ultimi in Europa per innovazione, ora c’è 1 mld di euro da investire. Possiamo essere orgogliosi, la marcia sarà lunga e difficile, ma bisogna portarla avanti con l’esempio e con i fatti. Se siamo oggi qui è per L’esempio che siamo riusciti a dare ma anche per l’orgoglio di quanto fatto in questo anno”. Dunque Casaleggio ha invitato i militanti a restare “uniti come i sogni che possiamo condividere tutti insieme”.

Matteo Salvini a Castel San Giovanni in provincia di Piacenza – Per il leader del Carroccio almeno dieci gli interventi tra radio e tv, dalle 7 di mattina a mezzanotte, con il comizio finale affidato ancora all’amato Nord, tra le 13mila anime di Castel San Giovanni, nel cuore del Piacentino. “Ognuno ha le sue priorità come il conflitto di interessi, la mia è andare a Bruxelles per andare a battagliare per abbassare le tasse”, ha detto alla piazza. Per Salvini è il momento di accelerare su vari temi, dalla Pedemontana al dl sicurezza bis “pronto e da approvare la prossima settimana”. L’epoca dei no deve finire e un nuovo (vecchio) tormentone è già pronto: “Se il centrodestra vincerà in Piemonte la Tav si farà“. Quindi sugli alleati: “Capisco il nervosismo per le Europee, spero che da lunedì tutti tornino serenamente a lavorare”. “Ho sentito qualche insulto di troppo nelle ultime settimane dal M5S – ha proseguito – Vedono i sondaggi e dicono c’è qualche problema. Conto che lunedì tornino educati e rispettosi e dicano dei sì, poi li uso bene io dei sì”.

Il listone delle cose da fare è lunghissimo: allentare i cordini di Maastricht, trovare nuovi agganci per la redistribuzione dei migranti. E ancora: la flat tax al 15%, le autonomie e dare piena realizzazione allo sblocca cantieri. Persino un milione di euro per controllare canili e gattili, una battaglia animalista che strizza l’occhio anche al popolo di Forza Italia. L’avvertimento di fondo però è chiarissimo: dopo il voto la Lega non chiederà neanche “una poltrona in più”. Anche se Salvini annusa l’atmosfera: “Sentendo l’aria che tira penso che alle Europee la Lega cresca e qualcun altro scenda, ma la competizione non è con i 5 stelle”.