Qualcuno lo aveva avvistato a Venezia, ma sembrava una favola metropolitana, perché Banksy, uno dei più popolari street artist in circolazione, è un soggetto misterioso, un nome senza volto, un provocatore artistico, un uomo (o una donna, o un gruppo) controcorrente. In realtà la sua apparizione in città l’ha fatta per davvero, in coincidenza con l’apertura della Biennale d’Arte, il tempo necessario per registrare un video – ora reso pubblico da lui stesso – che raggiunge due obiettivi: denunciare il tema delle Grandi Navi e manifestare la propria delusione per il mancato invito alla Biennale. Ma la sua apparizione è durata poco, visto che dopo aver allestito il suo banchetto come un qualsiasi venditore di strada, una coppia di vigili urbani, ignari di parlare con uno dei re della street art, gli hanno chiesto di mostrare il permesso di vendita, che non aveva, e lo hanno invitato ad andarsene. 

Il video è stato preceduto, qualche giorno fa, da un murale apparso sulla facciata di una casa veneziana, con la sagoma di un bambino con salvagente e con in mano un razzo di segnalazione. Un graffito contro le stragi di migranti nel Mediterraneo, il cui stile aveva richiamato quello di Banksy. La conferma è venuta ora con la pubblicazione sul suo profilo Instagram del video in cui un uomo (il cui volto è sempre oscurato da un cappello) sistema un’opera su un cavalletto. Si avvicinano i vigili urbani che gli chiedono se abbia il permesso per esercitare l’attività di vendita in strada. Ricevuta la risposa negativa, lo invitano ad andarsene, senza chiedergli i documenti.

Quello esposto nella piazza veneziana non è un singolo quadro, ma un’opera composta di più dipinti ad olio che ritraggono una delle Grandi Navi che attraversano il Canale della Giudecca, sfiorando San Marco e Palazzo Ducale. Un’opera di denuncia del turismo di massa che fa razzia di Venezia e ne compromette ogni giorno il delicato equilibrio. Il titolo è Venice in oil, in quanto realizzato con la tecnica a olio e in quanto raffigurante Venezia inquinata dall’olio combustibile dei transatlantici.

Il comandante dei vigili, Marco Agostini, ha dichiarato: “Avremmo potuto scoprire il volto di Banksy, ma le telecamere di sorveglianza della piazza hanno effettuato la ripresa il giorno 9 maggio e sono state cancellate il 16. Peccato, sarebbe stato uno scoop”.

Nel video l’artista lamenta anche di non essere stato mai invitato alla Biennale d’Arte e lancia così una stoccata agli organizzatori che non darebbero spazio alla sua particolarissima forma espressiva.