Le prime classificate del campionato di squash delle Asturie sono state premiate, insieme ai loro colleghi maschi, in una cerimonia che si è svolta a Las Vegas. Oltre ai trofei, le donne si sono viste consegnare anche creme depilatorie e “stimolatori personali”. Due kit di depilazione, un rasoio elettrico e un vibratore. Questi i premi ricevuti dalle quattro campionesse del torneo regionale di squash del Principato delle Asturie, nel nord della Spagna, che ha avuto luogo lo scorso fine settimana a Las Vegas.

“Le donne sono rimaste ammutolite e subito dopo hanno deciso di denunciare i fatti con una lettera ufficiale”, ha raccontato al quotidiano El Comercio Maribel Toyos, portavoce della federazione asturiana di squash, aggiungendo che “i vincitori del girone maschile hanno ricevuto dei semplici trofei”. La denuncia arriva anche da un post su Instagram del canale “Ganamos con ellas” (“Vinciamo con loro”): “È vessatorio, pericoloso e inconcepibile, ma tristemente vero: dove volevano arrivare gli organizzatori di questo torneo con questi premi? È #iltopdelmachismo, hanno superato ogni limite”.

“Ho avvertito sorpresa e indignazione” racconta a El Pais Elisabet Sadò, una delle premiate. A 37 anni, di cui 15 passati nell’agonismo, Sadò è stata numero uno al mondo e sette volte campionessa di Spagna, in una disciplina che conta sempre meno donne (solo 255 nel Paese iberico a tutto il 2017). La mancanza di vocazione femminile è la ragione per cui l’ex campionessa continua a partecipare ai tornei: vuole promuovere la cultura dello squash tra le bambine.

È il colmo del sessismo” ribadisce Toyos. “Ciò che fa la federazione è richiedere i premi al comitato regionale, mentre la scelta spetta al club organizzatore. Noi non ne sapevamo nulla”. Dopo aver convocato una riunione urgente e aver sollecitato spiegazioni in merito, il club ha risposto con un comunicato, in cui si afferma che “non c’era l’intenzione di offendere nessuno. Riconosciamo che sono premi inappropriati, fuori contesto e che mai si sarebbero dovuti consegnare, in particolare il vibratore elettrico: è stato un errore di supervisione e non ci resta altro da fare che assumercene la responsabilità”, ma di non ritenerli “né sessisti né discriminatori”. Anzi, il club assicura di impegnarsi a “difendere l’uguaglianza nello sport e in tutti gli ambiti, in particolare nello sport femminile, fondamentale per lo sviluppo e la continuità dello squash nella regione”. Ma Toyos conclude: “Non ha senso scusarsi se si continua a ribadire che i trofei in questione non sono sessisti”. Al momento, i premi hanno provocato le reazioni sui social, che li qualificano come “rozzi” e “volgari”, oltre che le dimissioni di tre membri del club. Almudena Cueto, direttrice dell’Istituto asturiano della Donna, ha dichiarato di “voler lavorare sulla questione in maniera urgente”.

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