“Molto deluso” dalla bozza del decreto Sicurezza bis “perché non dice nulla sui rimpatri”. Luigi Di Maio critica l’annunciato ‘raddoppio’ del dl voluto da Matteo Salvini e ne dà un’interpretazione: “Non vorrei che fosse un ennesima iniziativa per coprire il caso Siri e per coprire quello che è successo sulla corruzione in queste ultime tre settimane”. Il tema ora “non sono gli arrivi – ha aggiunto il vicepremier del M5s – quelli li abbiamo fermati, grazie alle politiche migratorie fatte dal ministero dell’Interno e dal governo. Ora, quando arriva una nave con persone a bordo, la maggior parte di queste persone va negli altri Paesi europei”. Ma le polemiche sull’alleato di governo si allargano anche ai retroscena sui contatti tra la Lega e Forza Italia e dai Cinque Stelle arriva un altro guanto di sfida: l’approvazione di una legge sul conflitto di interessi, con un’apertura anche al Partito Democratico. Botta e risposta, con Salvini che rilancia: “Per me il dl Sicurezza bis si può portare in Consiglio dei ministri anche la settimana prossima”. 

Il tema “vero”, ha continuato, è “sui rimpatri, sui quali siamo pronti a dare una mano al ministro dell’Interno. Io non faccio il ministro dell’Interno, ma non può essere sempre colpa degli altri. Scrivere una lettera al presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri e dire ‘sui rimpatri dobbiamo fare di più’ mi sembra una iniziativa ingiusta”. Secondo il leader dei Cinque Stelle bisognerebbe agire sugli “accordi di cooperazione internazionale per i rimpatri e, per fare questo, la peggior cosa – ha dichiarato Di Maio- è andarsi ad alleare con Orban che ti dice di tenerti i migranti in Italia”.

È l’ultimo – ma non unico – fronte di scontro nel governo a due settimane dal voto per le Europee, con i sondaggi che danno la Lega in contrazione e il M5s in leggera risalita. Il vicepremier pentastellato ha infatti chiesto al Carroccio di chiarire i retroscena di alcuni quotidiani che vorrebbero i leghisti in contatto con Silvio Berlusconi. “Leggo che ci sarebbero state telefonate tra la Lega e Berlusconi dove si parla di far cadere il governo – aveva scritto di buon mattino su Facebook – Mi auguro siano smentite queste telefonate, poiché quello che stiamo facendo noi va proprio nella direzione opposta a Berlusconi ed è quello che la sinistra e il Pd non hanno mai avuto il coraggio di fare in 30 anni”. Un post che ha provocato l’immediata reazione di Salvini: “Berlusconi l’ho sentito per fargli gli auguri di buona salute, spero che Di Maio non polemizzi anche quando qualcuno augura in bocca al lupo a uno che è ricoverato in ospedale, perché altrimenti saremmo veramente all’asilo Mariuccia – ha spiegato il leader della Lega – Io sono leale, spero lo siano anche gli altri”.

Fonti M5s, riportate dall’Ansa, fanno notare che i contatti sarebbero arrivati “dopo che abbiamo detto chiaramente che avremmo accelerato con la legge sul conflitto d’interesse. Che sia chiaro: se qualcuno pensa di bloccare la legge si sbaglia di grosso. Si tratta di una promessa fatta agli italiani che manterremo”. Un’accelerazione, quella sul conflitto d’interesse, della quale è tornato a parlare anche Di Maio: ricordando la condanna a 14 anni di Antonello Montante e parlando della corruzione come “l’emergenza in questo Paese”, il ministro dello Sviluppo Economico ha detto che “per contrastarla serve una legge sul conflitto di interessi che da lunedì calendarizzeremo in commissione alla Camera”

“Significa – spiega – che il provvedimento sarà incardinato poi nella prima riunione della commissione. Le cronache di questi giorni hanno certificato che la corruzione è un male vivo e in salute, che si espande senza sosta nel nostro Paese. Per combatterla e sradicarla servono provvedimenti adeguati, non bastano i selfie e i proclami di guerra. Servono anticorpi, serve determinazione, perché non è questo il momento di mettere la testa nella sabbia”. Quindi l’appello alle altre forze politiche: “Noi volgiamo fare una legge sul conflitto di interessi, lo chiedo al Pd ma lo chiedo soprattutto alla Lega: siate coerenti con i contratto di governo”.

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