La Lega ha arrestato la sua corsa al consenso. A 16 giorni dalle urne Europee, questa è la tendenza comune registrata dai due sondaggi realizzati da Ipsos per il Corriere della Sera e da Demos per Repubblica. Per l’istituto diretto da Nando Pagnoncelli, il Carroccio perde addirittura 6 punti percentuali rispetto al 18 aprile scorso e scende al 30,9%, il livello più basso mai rilevato da ottobre scorso. Il M5s invece è stimato in recupero al 24,9% rispetto al 22,3% di 4 settimane fa. Così come il Pd che tornerebbe sopra il 20 per cento. Secondo la rilevazione di Demos invece, la Lega sarebbe ancora al 32,2% ma comunque in perdita. E a perdere consenso insieme al Carroccio è anche il suo leader, Matteo Salvini, nettamente scavalcato nell’indice di gradimento dal premier Giuseppe Conte (59 contro 52).

Mancano poco più di due settimane alle elezioni Europee e oggi è l’ultimo giorno per poter pubblicare sondaggi. In questo lasso di tempo che manca al voto determinanti nel modificare le tendenze potranno essere gli indecisi: quelli che andranno alle urne ma non hanno ancora scelto dove mettere la croce sulla scheda sono quasi il 10% secondo Ipsos. Fino ad oggi però, la tendenza dell’ultimo mese di campagna elettorale penalizza la Lega. Salvini ha esasperato toni e spostamento a destra, anche per nascondere la sua difesa a oltranza del sottosegretario Armando Siri indagato per corruzione. Questa vicenda in particolare, scrive Pagnoncelli, ha insinuato negli elettori dubbi nei confronti del Carroccio e del suo leader.

Il caso Siri: Lega giù, M5s su
Così, se un mese fa la Lega arriva a toccare il suo massimo sfiorando il 37 per cento, il 9 maggio si ritrova con un consenso poco sopra il 30%, il più basso nella serie realizzata da Ipsos per il Corriere in vista delle Europee. Secondo Pagnoncelli, a fuggire da Salvini sono stati gli elettori più moderati, infastiditi anche dalla “tolleranza verso il crescere di manifestazioni apertamente filofasciste“. Sembra invece aver premiato la strategia di Luigi Di Maio che ha rimesso al centro della campagna i temi forti e più riconoscibili del Movimento 5 stelle, proprio a partire dal caso Siri. I Cinquestelle rimangono distanti da quel 32,7% raggiunto alle Politiche 2018, ma per la prima volta da gennaio invertono il trend negativo e tornano a recuperare consenso: il 24,9% significa una crescita di quasi tre punti nelle ultime settimane.

Il Pd risale, Forza Italia perde
Anche il Partito democratico registra una crescita e arriva al 20,5%, come non gli era mai capitato nelle rilevazioni Ipsos dopo le Politiche. Forza Italia perde un punto è crolla al 7,8%, ma l’effetto dell’inchiesta lombarda sulle tangenti negli appalti che ha colpito gli azzurri e il candidato Pietro Tatarella non si è ancora dispiegato. Fratelli d’Italia invece arriva al 5,7 per cento e rischia di diventare la prima forza a destra dopo la Lega.

Il sondaggio Demos
La rilevazione realizzata per Repubblica stima la Lega ancora al 32,2%, mentre i democratici al 20,4% sarebbero pronti a insidiare il M5s fermo al 22,6. Fi rimarrebbe stabile al 9,5%, mentre PiùEuropa sarebbe addirittura al 4,1 per cento. Demos ha stimato anche qual è ad oggi il gradimento dei leader e rispetto a due mesi fa (marzo 2019), il premier Conte ha scavalcato Salvini che è scesa da 59 a 52 punti. Di Maio guadagna e passa da 42 a 45, mentre il segretario dem Nicola Zingaretti crolla da 44 a 37 punti. Conte primo tra i leader più graditi, può godere anche di un giudizio sul suo governo che resta positivo a 50 punti (livello mai raggiunto da Gentiloni e Renzi) ma è in costante calo rispetto ai 62 raggiunti a settembre scorso.

*Articolo aggiornato alle ore 20 e 51 dell’11 maggio 2019