Il 9 maggio del 1978 a Cinisi (Palermo) viene ucciso dalla mafia Giuseppe Impastato, un giovane giornalista e militante di Democrazia Proletaria. Peppino era nato in una famiglia mafiosa: il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia del paese Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un agguato nella sua Alfa Romeo Giulietta imbottita di tritolo. Lui, no. Peppino aveva scelto, pur abitando a cento passi dal boss Tano Badalamenti, di alzare la voce contro la criminalità organizzata scontrandosi con il padre in primis. Una vita breve (viene ammazzato a 30 anni) ma trascorsa cercando di cambiare la mentalità del paese attraverso la cultura e la denuncia. Per conoscere meglio Peppino vi diamo alcuni consigli di lettura.

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