Dopo due giorni di bombardamenti, le armi tacciono nella Striscia di Gaza. Tra sabato e domenica notte, tra lo Stato di Israele e Hamas c’è stato un continuo lancio di missili. Dall’alba di questa mattina, afferma Hamas, è entrato in vigore un cessate il fuoco. L’esercito israeliano conferma “il ritorno alla normalità nelle retrovie israeliane”. Nei combattimenti sono stati uccisi almeno 15 palestinesi, 25 secondo il ministero di Sanità locale di Gaza e quattro civili israeliani. Sono circa 170 i feriti.

I militari israeliani confermano di aver bombardato “350 obiettivi della Jihad islamica e di Hamas” nelle ultime 48 ore. Su Twitter le forze di sicurezza israeliane precisano di aver colpito siti per il lancio di razzi, centri di comando e addestramento, depositi di armi e siti militari. “Il terrore colpisce i civili, noi colpiamo il terrore”, si legge nel tweet. Gli stessi militari israeliani aggiungono che negli ultimi due giorni “690 razzi sono stati lanciati da Gaza contro i civili israeliani”, 240 dei quali sono stati intercettati dal sistema Iron Dome, con un bilancio di quattro civili israeliani uccisi. Ieri un portavoce militare ha attribuito la morte di una donna e di una neonata, uccisi dal fuoco palestinese.

La notte scorsa Hamas, il partito politico paramilitare al potere nella Striscia, ma considerato da molte nazioni un’organizzazione terroristica, ha annunciato che anche da Israele è arrivato un impegno per una nuova tregua. Ma ha poi avvisato che il conflitto continuerà a meno che Israele non metta fine ai dieci anni di blocco della Striscia. Per ora, non si hanno ancora molti particolari sull’intesa raggiunta, tuttavia la televisione israeliana – citando fonti palestinesi – ha riferito che Israele si sarebbe impegnata a realizzare entro una settimana tutti gli impegni per la tregua con Gaza e che ci sono garanzie in merito dell’Onu e dell’Egitto. Il cessate il fuoco sarà reciproco se entrambe le parti si impegneranno al rispetto dell’intesa. La Radio militare israeliana ha riferito che l’accordo indiretto è stato raggiunto grazie all’intervento dell’inviato dell’Onu Nickolay Mladenov.

Immediato il commento del Presidente americano Donald Trump su Twitter: “Ancora una volta, Israele deve affrontare il lancio di missili da parte dei gruppi terroristici di Hamas e della Jihad Islamica. Noi sosteniamo al 100% Israele nella difesa dei suoi cittadini”. Il presidente ha aggiunto poi un monito al popolo di Gaza: “Queste azioni terroristiche contro Israele non vi porteranno altro che miseria. Mettete fine alla violenza e lavorate per la pace, questo può succedere”.

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