L’escalation in Israele non si ferma e fa temere un nuovo conflitto. Oggi una nuova pioggia di razzi lanciati da Gaza verso le zone israeliane attorno alla Striscia, dopo quella di sabato. Alcuni hanno colpito una fabbrica e l’ospedale israeliano di Ashkelon danneggiando il dipartimento oncologico. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto con quelli che ha definito “attacchi massicci contro i terroristi” palestinesi e inviando al confine con Gaza la settima brigata corazzata a cui potrebbero essere affidate “missioni offensive“. Da una parte e dall’altra si contano i morti. Nel tardo pomeriggio Hamas, ha riferito l’emittente israeliana Kan, ha chiesto a Israele di dichiarare un cessate il fuoco.

Quattordici i palestinesi uccisi. In Israele tre morti colpiti dai razzi – Secondo il ministero della sanità locale 21 palestinesi sono rimasti uccisi negli attacchi dell’aviazione israeliana tra sabato e domenica. E tra le vittime ci sono una neonata di 14 mesi, la madre incinta e un’altra donna in attesa. Il portavoce militare israeliano ha smentito sostenendo che “sono state uccise da armi difettose di Hamas o Jihad islamica. Un evento triste e tragico, ma non sono state uccise da armi israeliane”. I due palestinesi uccisi domenica dal fuoco israeliano ad el-Bureij, a est di Gaza City, secondo i media israeliani erano miliziani della Jihad islamica. Tra gli israeliani si contano quattro morti: un manovale che era al lavoro in una fabbrica di Ashkelon, un beduino di 50 anni, una donna colpita da una scheggia mentre si trovava in auto vicino ad un kibbutz e un 35enne colpito da un razzo palestinese ad Ashdod.

Israele: “Comunità internazionale condanni terrorismo palestinese” – L’esercito israeliano ha fatto sapere che, “a seguito del continuo attacco con razzi dalla Striscia di Gaza”, ha preso di mira “un terrorista nel nord” dell’enclave sotto blocco e “un gruppo di terroristi del Jihad islamico palestinese che era in un deposito di armi nel sud” del territorio costiero. Le forze armate, sul proprio profilo Twitter, hanno sottolineato che le sirene d’allarme anti-raid continuano a suonare nel sud e nel centro di Israele. “Stiamo dislocando la 7/ brigata, o quasi tutta, per missioni offensive”, ha annunciato il portavoce militare Jonathan Conricus. “Si tratta di mezzi blindati e di altro personale”. Ad una domanda se l’esercito si appresta ad entrare a Gaza, Conricus ha risposto: “La brigata si terrà a disposizione nel caso dovesse ricevere ordini per missioni offensive. Il che significherebbe agire oltre il nostro territorio”.

Dal canto suo il ministero degli affari esteri israeliano ha chiesto alla Comunità internazionale di condannare il lancio di razzi contro Israele da Gaza “nei termini più forti possibile”. “E’ una situazione che non possiamo accettare – ha detto su twitter il portavoce del ministero Emmanuel Nahshon riferendosi ai 430 razzi lanciati complessivamente dalla Striscia – Risponderemo e faremo in modo che le organizzazioni terroristiche palestinesi non siano in grado di continuare in questi attacchi”. “Chiediamo che la Comunità internazionale condanni questo nel modo più forte possibile”.

Il premier palestinese: “Aggressione israeliana per spezzare spirito del popolo” – Dal canto suo il premier palestinese Mohammed Shtayeh secondo l’agenzia di stampa ufficiale Wafa ha avviato contatti con i Paesi amici nel tentativo di “mettere fine all’aggressione israeliana a Gaza”. Le operazioni israeliane sono a suo parere “un crimine” che si prefigge di “spezzare lo spirito del popolo palestinese” nel contesto degli sforzi dell’amministrazione Usa di imporre il cosiddetto Accordo del secolo”In questo modo – ha proseguito Abu Yussuf – si vorrebbe liquidare la causa palestinese”. Secondo Tawfiq Tirawi, un dirigente di al-Fatah pure citato dalla Wafa, “l’aggressione a Gaza dimostra l’odio che i dirigenti di Israele nutrono verso ogni palestinese”. Tirawi ha però criticato al tempo stesso anche i dirigenti di Hamas i quali “non possono continuare a sequestrare la striscia di Gaza”. Oggi, ha concluso, è dovere dei palestinesi recuperare piuttosto l’unità nazionale.

Usa: “Israele ha diritto all’autodifesa” – Gli Stati Uniti hanno risposto a stretto giro condannando, come ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato statunitense, Morgan Ortagus, “con forza l’attacco con raffiche di razzi in corso da parte di Hamas e del Jihad islamico palestinese da Gaza su civili innocenti e sulle loro comunità in Israele. Chiediamo ai responsabili della violenza di cessare subito questa aggressione. Siamo a fianco di Israele e appoggiamo pienamente il suo diritto all’autodifesa da questi terribili attacchi”. Anche l’inviato dell’Onu in Medio Oriente Nickolay Maldenov ha condannato “il continuo lancio di razzi da Gaza”. “Già si sono perse abbastanza vite di palestinesi e israeliani. Persone sono state ferite e – ha scritto su twitter – case danneggiate e distrutte. E’ tempo di far scendere l’escalation e di ritornare alle intese dei passati pochi mesi fa prima che sia troppo tardi”.

Turchia: “Da Tel Aviv azioni sproporzionate” – La Turchia invece sollecita, con un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri, “la comunità internazionale ad agire rapidamente per allentare le tensioni aumentate a causa delle azioni sproporzionate di Israele nella regione”. In un raid israeliano è stato distrutto l’edificio in cui aveva sede l’ufficio di corrispondenza a Gaza dell’agenzia turca Anadolu. Sia il presidente Recep Tayyp Erdogan che il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, sono intervenuti, su twitter, per condannare i raid.

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