La risposta di Autostrade per l’Italia nell’ambito della procedura di revoca della concessione avviata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in seguito al crollo del ponte Morandi a Genova è arrivata in piazzale di Porta Pia, come hanno riferito fonti interne al dicastero. Il Mit aveva prorogato ad oggi (da metà aprile) il termine concesso ad Aspi per rispondere. La lettera, secondo quanto apprende l’Ansa, è completa di allegati e il Ministero la sta protocollando.

La procedura di revoca si basa sull’articolo 9 della Convenzione del 2007 che finora lega il concedente Stato al concessionario Benetton. L’iter  è scattato con la lettera di contestazione “del gravissimo inadempimento” della concessionaria agli obblighi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) legati al Ponte Morandi, inviata il 16 agosto 2018 dal Ministero ad Aspi. La società ha fornito il 31 agosto le proprie controdeduzioni, contestando ogni addebito sul mancato rispetto degli obblighi convenzionali e rilevando l’inammissibilità e l’inefficacia della comunicazione del Mit.

Con lettera del 20 dicembre poi il Mit ha integrato la lettera di contestazione, chiedendo alla società ulteriori controdeduzioni, assegnando un termine di 120 giorni. Il 5 aprile scorso, infine, il ministero ha assegnato nuovo termine fino al 3 maggio per rispondere a queste ulteriori controdeduzioni. Cosa che Aspi ha fatto proprio entro oggi, nell’ultimo giorno disponibile. Ora si entra nella fase successiva: il Mit valuterà le argomentazioni fornite dal concessionario e ci saranno due mesi di tempo per trovare un accordo. Se tra le parti rimarranno motivi gravi di dissenso, i ministri dell’Economia e dei Trasporti preparano di concerto un decreto di revoca che verrà registrato dalla Corte dei Conti.

Nonostante la revoca della concessione ad Aspi proceda, resta in campo l’ipotesi di un ruolo di Atlantia, la controllante del gruppo Benetton che comprende anche Autostrade, nel dossier Alitalia. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ai microfoni di Radio24 ha garantito che l’atteggiamento del governo nei confronti del gruppo delle autostrade “non è cambiato, non starebbe né in cielo né in terra che lo fosse solo perché la concessionaria potrebbe intervenire in Alitalia”.