Schumacher. Wendlinger. Hill. Prost. Tutti superati nell’arco di un giro. Per Stirling Moss – quattro volte vice campione del mondo negli anni ’50 – la consacrazione come “più grande pilota di tutti i tempi. Dopo Fangio e Clark sarà lui, ora, la pietra di paragone per la generazione futura di piloti”. Forse Senna sarebbe diventato un riferimento anche senza questa dimostrazione di talento sotto la pioggia britannica ma, di fatto, Moss profetizzò il giusto.

Per molti, infatti, è la perla della sua carriera. Sotto il diluvio di Donington, Ayrton riesce per un pomeriggio, a far credere a tutti che il proprio talento possa bastare a controbilanciare l’enorme divario che già separa da un anno la McLaren e la Williams. Una vittoria ottenuta nonostante Senna montasse le gomme slick, quelle da asciutto. Alain Prost dopo quell’epico minuto e venti di perfezione terminerà al terzo posto, doppiato. Alle spalle di Damon Hill, secondo a quasi un minuto e mezzo di distacco da Ayrton. L’unico a non veder passare due volte il brasiliano davanti a sé.

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