Salvini e Casapound? Gli ho chiesto spesso se c’è contiguità tra Lega e il movimento di estrema destra, sperando che se ne dissociasse una volta per tutte. Lui mi ha sempre risposto che era contro qualsiasi forma di totalitarismo, fascismo, nazismo, comunismo e quindi anche contro Casapound. Bene. Voglio credere che sia stato sincero. Tuttavia, credo che servano delle prove e dei fatti tangibili“. Così, a Otto e Mezzo (La7), il giornalista de Il Fatto Quotidiano Andrea Scanzi risponde a una domanda della conduttrice Lilli Gruber, che gli chiede se c’è una zona grigia di contiguità tra la Lega e Casapound.

Scanzi menziona due esempi di mancata coerenza del vicepresidente del Consiglio leghista: “Salvini meritoriamente insiste sul fatto che i terroristi rossi debbano rientrare in Italia, perché discute, come me, la dottrina Mitterrand e ritiene che uno come Alessio Casimirri, che si gode la vita in Nicaragua e che fece parte della strage di via Fani, debba tornare in galera. Salvini ritiene anche sia vergognoso che abbiano firmato tanti intellettuali di sinistra l’appello per Cesare Battisti. Giustissimo. Però, al tempo stesso, se porti i terroristi rossi “brutti e schifosi” in galera, ci porti anche quelli di destra. E sono tanti anche i terroristi neri. Tuttavia, Salvini non nomina quasi mai i terroristi neri, quindi mi dà la sensazione che non voglia inimicarti quella parte di elettorato”.

La firma del Fatto cita un altro esempio: “C’è il famoso caso dello stabile di via Napoleone III, occupato abusivamente a Roma da Casapound. Salvini nella sua eterna propaganda fa ogni volta questi sgomberi a uso e consumo della televisione in modo che tutti li vedano. Ma com’è che ogni volta non c’è mai modo di sgomberare quello stabile di via Napoleone III? Salvini sostiene che ci sia una sorta di regola meritocratica e di urgenza, per cui all’ultimo posto c’è sempre l’edificio occupato da Casapound”.

E chiosa: “Pochi giorni fa è stata pubblicata una lista di 22 immobili da sgomberare urgentemente a Roma. L’elenco è stato redatto proprio dal ministro dell’Interno. Ma guarda un po’, non c’è lo stabile occupato da Casapound. E’ chiaro che, se tutte le volte in cui mi devi dare un segnale tangibile, o non fai neanche un tweet, perché magari potrebbe riguardare uno che ti vota, o non fai nulla di concreto che va a colpire Casapound, parti di estrema destra o i cosiddetti ‘fascisti del terzo millennio’, allora mi dai adito di pensare che tu non voglia colpire quelle parti di elettorato, perché sai che, volontariamente o involontariamente, ti sono vicine e probabilmente ti votano”.

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