Grazie ai progetti finanziati dalla Commissione Europea, i ricercatori di discipline umanistiche e artistiche possono ora beneficiare di un’infrastruttura digitale continentale. Consente l’accesso a risorse e strumenti e favorisce la collaborazione fra persone che lavorano in diversi Stati dell’Unione Europea. Non solo, i progetti che si sono sviluppati di conseguenza hanno portato alla realizzazione di laboratori per la formazione sulla tecnologia digitale, al coinvolgimento di scuole e all’organizzazione di masterclass in specifiche aree di ricerca. I corsi online sulle competenze digitali e l’infrastruttura di ricerca si svolgono attraverso un’iniziativa Erasmus e molti di questi sono multilingue e disponibili per istituzioni, insegnanti e singoli ricercatori.

Tutto è partito dal progetto Dariah (acronimo di Digital Research Infrastructure for Arts and Humanities, infrastruttura di ricerca digitale per le arti e gli studi umanistici), successivamente evoluta nel progetto Humanities at Scale (HaS-DARIAH), che di fatto ha aperto la comunità Dariah a tutti i ricercatori. Per avere un’idea di quello che offre questa infrastruttura, basti pensare a strumenti che permettano a un musicologo di analizzare registrazioni digitali attinenti a uno specifico argomento o periodo, a un archeologo di ricostruire digitalmente edifici antichi, o a uno storico di studiare testi digitalizzati.

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Il direttore del progetto Marco Raciti dell’ufficio di coordinamento Dariah a Berlino spiega che “le tecnologie digitali sono uno strumento indispensabile per le scienze e la ricerca scientifica ma, nonostante alcuni lavori pionieristici, il coinvolgimento delle arti e delle discipline umanistiche è stato molto più lento. Con Has-Dariah stiamo supportando un’infrastruttura di ricerca digitale umanistica all’avanguardia, integrando le iniziative nazionali […] Ciò consente nuovi tipi di ricerca e cooperazione transnazionale tramite mezzi digitali“.

La fase attivata nel 2015 si è conclusa e ha portato a risultati concreti apprezzabili. I masterclass hanno attirato finanziamenti, sono stati messi a disposizione kit di strumenti e raccolte che sono stati importanti per portare a termine importanti progetti culturali. Inoltre, è stata istituita una piattaforma che mette disposizione dati e repository che hanno ampliato la portata delle comunità di ricerca. Non solo. I ricercatori hanno creato hub che riuniscono ricercatori provenienti dai paesi limitrofi per discutere questioni comuni, attirare nuovi membri e istituire consorzi. Un esempio è l’hub nordico, da cui sono scaturite numerose attività e proposte per il futuro.

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Sono frutto del progetto europeo anche i corsi di formazione, la creazione di consorzi per la ricerca, e l’individuazione dei possibili punti d’incontro fra le risorse umanistiche e le industrie moderne come ad esempio i produttori di videogame, i social media e i professionisti del design.

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