Il ministero della Salute dello Sri Lanka rivede, ma al ribasso, il numero delle vittime degli attentati multipli di Pasqua che hanno colpito il Paese. Sarebbero “circa 253” e non almeno 359 le vittime delle esplosioni che hanno colpito degli edifici sacri e alcuni hotel. Un calo di 100 morti che, come riferisce la Bbc, sarebbe frutto di un errore di calcolo ammesso dallo stesso ministero.

Intanto, le autorità che stanno indagando sulle azioni terroristiche hanno fatto sapere che il presunto leader degli attacchi è morto durante l’attentato esplosivo nell’hotel Shangri-La, a Colombo. Ma la tensione nella capitale e nel resto del Paese resta alta a causa del rischio di nuovi attentati, come dichiarato dallo stesso primo ministro, Ranil Wickremesinghe, che ha parlato di “alcuni terroristi ancora in giro, armati e pericolosi“, nonostante i circa 60 arresti effettuati negli scorsi giorni. A confermare i suoi timori è stato un nuovo messaggio del gruppo terroristico coinvolto negli attentati che ha annunciato nuove operazioni. Così, per le strade di Colombo è attivo un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza. Nella mattinata di venerdì, nella chiesa di Sant’Antonio, una di quelle colpite domenica scorsa, c’erano più soldati della norma, i negozi nelle vicinanze sono rimasti chiusi e le autorità hanno chiesto ai musulmani di rimanere a casa invece di partecipare alle preghiere comuni del venerdì.

Continuano, inoltre, le polemiche riguardanti le falle dell’intelligence che era in possesso di informazioni sufficienti a sgominare il gruppo che ha poi colpito nel Paese, come dichiarato da alcuni membri del governo. Un portavoce dell’esecutivo ha spiegato ai microfoni della Cnn che uno degli attentatori suicidi era stato precedentemente arrestato dalla polizia, ma poi rilasciato. Si tratta di Ilham Ahmed Ibrahim che si è poi fatto esplodere al Cinnamon Grand Hotel di Colombo. Anche il fratello Imsath Ahmed Ibrahim era tra i kamikaze. La polizia ha inoltre confermato di aver arrestato il padre dei due, Mohamed Yusuf Ibrahim, un ricco commerciante di spezie, con il sospetto che li abbia aiutati nel compiere l’attacco.

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