Una giustizia, quella italiana, lentissima e percepita dai cittadini come poco indipendente. Questo il giudizio emerso dall’indagine sullo stato di salute della giustizia condotta dalla Commissione europea in tutti paesi membri dell’Unione. In Italia occorrono più di 1.200 giorni per chiudere una causa civile in Cassazione, più di 800 per il secondo grado e oltre 500 in primo grado. Inoltre, nella classifica sulla percezione dell’autonomia dei tribunali, l’Italia è al quintultimo posto su 28 paesi, appena sotto la Polonia.

Un’indipendenza messa “male”
Quasi la metà degli italiani pensa che la magistratura, nel nostro paese, sia poco o per niente indipendente. Alla domanda: “Come giudicheresti il tuo sistema giudiziario in termini di indipendenza di giudici e tribunali?”, il 17% degli italiani ha risposto “molto male”, il 29% “piuttosto male”, il 34% “abbastanza bene” e soltanto il 3% “molto bene”. Il giudizio è in miglioramento rispetto agli ultimi quattro anni, ma rimane piuttosto critico. Molto vicino a paesi come Polonia e Ungheria, dove negli ultimi anni sono state approvate riforme che limitano fortemente lo stato di diritto. Solo nel 2017, in Polonia è passata una legge sulla giustizia che sostanzialmente annulla la separazione dei poteri. Le cause? Secondo un terzo degli italiani il problema è che lo status e la posizione dei giudici non garantisce loro una sufficiente indipendenza. Lo stesso numero di intervistati pensa che il motivo siano interferenze e pressioni economiche. Circa il 22% dà invece la colpa alle ingerenze da parte del governo o dei politici.

Quelle cause infinite
Quella dei tempi lunghi della giustizia italiana è una storia che si racconta da anni. Ma i miglioramenti sono minimi. Nella classifica europea, l’Italia è al quartultimo posto. La giustizia civile, in particolare, resta la peggiore in assoluto: ci vogliono in media 1.300 giorni, circa quattro anni, per concludere il terzo grado di giudizio. In Spagna ci vuole circa metà del tempo, in Germania un sesto: solo 200 giorni. “La lunghezza dei procedimenti è calata in Italia del 15% rispetto al 2010 nella giustizia amministrativa, ma le sfide rimangono, in particolare nei gradi di giudizio più alti”. Queste le parole della commissaria europea alla Giustizia Vera Jourova, che suggerisce la causa: “il numero dei giudici rimane tra i più bassi tra gli Stati membri”.

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