In Italia conta circa 1600 imprese impegnate e un fatturato di 11 miliardi di euro. È l’economia senza contante, quella cioè che permette di effettuare spese in assenza di banconote e monete. Una rivoluzione nel mondo dei pagamenti che punta alla cosiddetta “cashless society”, letteralmente una società senza contanti, più smart, veloce e, per certi aspetti, anche più sicura. Leader in Europa sono Regno Unito e Svezia, paesi in cui l’utilizzo di pagamenti elettronici, tramite debit card (ossia bancomat), applicazioni e altri dispositivi, ha quasi sostituito la tradizione. Merito anche delle grandi catene di ipermercati e negozi che hanno deciso di non accettare più contanti. Un rivoluzione culturale che, secondo le rispettive banche centrali dei due Paesi, la Banca d’Inghilterra e la Riksbank, a lungo andare potrebbe costituire un rischio, soprattutto perché esclude una grande fetta di popolazione che non ha ancora accesso ai pagamenti elettronici.

Il fenomeno in Italia ha ancora numeri contenuti. Anzi, secondo il rapporto 2019 della Community Cashless Society, la piattaforma-osservatorio creata dalla The European House Ambrosetti, il contante circolante sulla penisola è in costante aumento, passato dai 127 miliardi del 2008 ai 197 del 2017. Eppure i vantaggi di una spesa senza il tintinnio dei soldi spicci sono risaputi. Non solo app e bancomat sono più agili e veloci, ma soprattutto sono più sicuri perché permettono una tracciabilità costante dei pagamenti. I metodi sono molteplici e vanno dalle ormai conosciute carte ai più moderni optional messi in campo dalle stesse case produttrici di smartphone, come il sistema Apple pay. Ma vediamo insieme quali sono le opzioni oggi disponibili.

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