Un’altra inchiesta era stata aperta dopo l’esposto presentato da Anastasia a giugno. Un terzo fascicolo invece riguarda la morte, avvenuta a maggio, del detenuto Andrea Di Nino, 36 anni. Il secondo suicidio del 2018. Di Nino era in carcere da due anni per possesso di stupefacenti. È stato trovato impiccato il 21 maggio, sempre in cella d’isolamento. Ha lasciato una compagna e cinque figli, ma i familiari sono convinti che non si sarebbe mai potuto suicidare. In primis perché gli mancava un anno dalla fine della pena ed era convinto che sarebbe uscito anche prima. E poi perché dalle lettere che scriveva ai suoi cari, era evidente il desiderio di viversi appieno la famiglia una volta uscito dal carcere. “Ho voglia di spaccare il mondo” scriveva il 36enne. Una quarta indagine della magistratura è stata avviata in seguito alla denuncia della moglie di Giuseppe De Felice, che le ha raccontato di essere stato picchiato da una decina di agenti penitenziari, armati di una mazza bianca, che indossavano guanti neri. “L’ho visto con il volto tumefatto, pieno di lividi e con il sangue all’occhio sinistro”, ha raccontato la donna al quotidiano Il dubbio.

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