Tornano in libertà i 27 arrestati del blitz dei pm di Trapani sulla superloggia segreta. Ad appena venti giorni dall’operazione Artemisia, il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato tutte le misure cautelari precedentemente stabilite dal gip di Trapani. A partire dall’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto (ex Ncd, ora in Forza Italia) considerato il capo dell’associazione a delinquere segreta che avrebbe manovrato la politica e l’economia di Castelvetrano. Il politico è stato scarcerato venerdì sera. “Una decisione giusta e doverosa”, ha commentato il suo avvocato. Le scarcerazioni sono avvenute perchè collegio presieduto dal giudice Antonella Pappalardo, su segnalazione di uno dei legali degli indagati, ha eccepito un criterio di incompetenza territoriale ritenendo che il reato più grave contestato nell’intera ordinanza, sia stato commesso a Palermo.

Il riferimento è al presunto peculato commesso da Lo Sciuto. Si tratta di un falso contratto di portaborse a Maria Luisa Mortillaro, compagna di Giuseppe Angileri, grande elettore di Castelvetrano (scarcerato oggi). I carabinieri hanno ricostruito l’intero accordo che prevedeva il sostegno elettorale alle regionali 2017 ma non hanno documentato la consegna del denaro. Secondo il Riesame il reato sarebbe stato commesso a Palermo mentre secondo i colleghi trapanesi non è possibile stabilirlo.

I pm di Trapani lunedì hanno depositato una memoria in cui oltre a ricostruire questa vicenda hanno raccontato un episodio di estorsione commesso da Lo Sciuto nei confronti di Fabrizio De Nicola, all’epoca direttore generale dell’Asp, anche grazie alla “grancassa mediatica rappresentata” da un giornalista della provincia. Questo reato sarebbe stato commesso a Trapani e la valutazione potrebbe ridefinire la presunta incompetenza territoriale, ancorandola a Trapani.

Oggi sono stati scarcerati anche l’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante e Luciano Perricone, candidato alle elezioni del 2017, poi annullate a causa dello scioglimento del comune per mafia, ricandidato alle amministrative del 28 aprile, poi ritiratosi dopo gli arresti. Entrambi si trovavano ai domiciliari e adesso sono liberi, così come tutti gli altri indagati. Ora tutti gli atti saranno trasmessi alla Procura di Trapani che valuterà se inviarli ai colleghi di Palermo o se riformulare una nuova richiesta al gip trapanese.