Facebook ritocca l’interfaccia sui dispositivi iOS e fa un importante passo avanti verso le richieste della Commissione Europea, modificando le proprie condizioni d’uso. Le novità che bollono in pentola nell’azienda di Mark Zuckerberg sono molte, e sono sintetizzate in una lunga pagina ufficiale. A prima vista potrebbe sembrare che condizioni d’uso e interfaccia non abbiano nulla a che vedere, in realtà sono l’una funzionale al’altra, perché è tramite la grafica che si accede ai contenuti.

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Dato che ad essere più evidente al primo sguardo è il modo in cui le informazioni appaiono, partiamo da questo punto. Guy Rosen e Tessa Lyons spiegano nelle note ufficiali che Facebook sta intervenendo sulla grafica affinché gli utenti abbiano sott’occhio maggiori informazioni utili per decidere cosa leggere e cosa condividere. L’accento è in particolare sulle new false, che il social ha finora cercato di contrastare offrendo maggiori informazioni mediante il “Context Button”, che mostra dati sull’autore delle informazioni, sul sito web e sulla frequenza di condivisione dei suoi articoli. Presto queste informazioni saranno ampliate: è in fase di test una soluzione per validare l’attendibilità anche delle immagini. I testi saranno invece accompagnati da indicatori di attendibilità, correttezza e accuratezza, secondo gli standard del consorzio Trust Project. Questa novità è già stata attivata per le versioni inglese e spagnola di Facebook, non abbiamo al momento le tempistiche per le altre lingue. Inoltre sarà rafforzata la collaborazione con esperti esterni per trovare nuovi modi per combattere più rapidamente e più efficacemente le notizie false, e sarà ridotta la portata dei gruppi che condividono abitualmente notizie false. Ci sarà inoltre una classifica nel feed delle notizie che metterà in risalto le fonti di contenuti di bassa qualità.

La scheda di qualità della pagina verrà arricchita con maggiori informazioni, fra cui quelle relative al clickbait, ossia alle notizie confezionate solo per collezionare clic, ma che poi si rivelano avere contenuti scadenti o inesistenti. Buona notizia anche la possibilità di rimuovere i propri post e commenti da un gruppo dopo che lo si è abbandonato.

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Per quanto riguarda il “dietro le quinte”, ossia gli interventi che i gestori operano per nascondere contenuti non conformi alle normative, Facebook comunica che proseguirà con la cancellazione di quelli che violano le sue politiche. Per fare fronte alla richiesta di maggiore trasparenza, Facebook renderà accessibili informazioni sulle modalità di finanziamento del social network e sugli introiti derivanti dall’utilizzo dei dati sui consumatori.

In pratica, Facebook modificherà il testo delle condizioni d’uso integrandolo con uno in cui spiega che non addebita agli utenti i propri servizi, ma dà per scontato il loro consenso alla condivisione dei loro dati e alla possibilità di ricevere pubblicità commerciali. Le condizioni d’uso di Facebook spiegheranno chiaramente che il modello aziendale della società si basa sulla vendita di servizi pubblicitari mirati agli operatori commerciali, utilizzando i dati ricavati dai profili degli utenti. Prendere o lasciare, chi con concorda è libero di abbandonare la piattaforma.

La Commissione ha inoltre chiesto e ottenuto alla piattaforma di allineare le condizioni d’uso alla normativa dell’UE sulla tutela dei consumatori.

Inoltre, dopo l’adozione di misure volte al rispetto della normativa, Facebook ha anche modificato la propria politica di limitazione della responsabilità. Ora riconosce la propria responsabilità in caso di negligenza, ad esempio in caso di utilizzo improprio dei dati da parte di terzi.

FB ha inoltre ridimensionato il proprio potere di modificare unilateralmente le condizioni d’uso, limitandolo ai casi in cui le modifiche sono ragionevoli, tenuto conto anche degli interessi del consumatore, e ha messo mano alle norme relative alla conservazione temporanea dei contenuti cancellati dai consumatori. Potranno essere conservati solo in casi specifici, ad esempio per soddisfare un’istanza da parte di un’autorità, e per un massimo di 90 giorni in caso di motivi tecnici.

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Secondo gli impegni sottoscritti, le modifiche di cui sopra dovranno avere corso entro la fine dell’anno. Soddisfatta Vĕra Jourová, Commissaria responsabile per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere: “finalmente Facebook ha assunto l’impegno di rendere più chiare e trasparenti le sue condizioni d’uso. Un’impresa che intenda riconquistare la fiducia dei consumatori dopo lo scandalo Facebook/Cambridge Analytica non dovrebbe servirsi di un linguaggio farraginoso e burocratico per nascondere come realizza profitti miliardari grazie ai dati dei consumatori. Da oggi gli utenti saranno pienamente consapevoli del fatto che i loro dati sono utilizzati dal social network per vendere annunci mirati. Unendo le forze, le autorità di tutela dei consumatori e la Commissione europea difendono i diritti dei consumatori dell’UE.”