È entrato nell‘orbita della Luna il primo veicolo costruito da privati che ora si prepara a posarsi al suolo: l’allunaggio è previsto infatti per il prossimo 11 aprile. La sonda Beresheet, il cui nome significa “in principio”, ha segnato così un nuovo record nella storia dell’esplorazione spaziale e, a 50 anni dal primo sbarco sulla Luna, apre uno scenario completamente nuovo. In questa missione da record c’è anche un pizzico l’Italia, che con la sua industria ha contribuito ad alcuni elementi del veicolo. Lanciato il 22 febbraio da Cape Canaveral, da allora il veicolo ha percorso orbite ellittiche intorno alla Terra, accendendo più volte il suo motore principale in modo da trovarsi nella posizione ottimale per essere catturato dalla forza di gravità della Luna.

E’ stata una manovra delicata, andata a buon fine e accolta con un lunghissimo applauso dal centro di controllo a Terra. Immediatamente l’entusiasmo è esploso anche sui social media a salutare questa prima assoluta. “E’ stata una manovra semplice, ma molto importante e critica“, ha osservato l’amministratore delegato della SpaceIl, Ido Anteby. Finora erano arrivati nell’orbita lunare soltanto missioni sostenute dalle agenzia spaziali di Stati Uniti, Russia e Cina, seguiti da Giappone, Europa e India. Beresheet è stato invece costruito in Israele dalla SpaceIL, un’organizzazione no-profit che ha raccolto 100 milioni di dollari grazie a imprenditori, istituti di ricerca, Industrie Aerospaziali Israeliane (Iai) e Agenzia Spaziale Israeliana (Isa). Hanno partecipato anche la Swedish Space Corporation e la Nasa, che contribuisce con le tecnologie per la comunicazione. Il gruppo Leonardo ha realizzato a Nerviano (Milano) i pannelli solari che permettono al veicolo di essere operativo a diverse inclinazioni rispetto alla luce solare, continuando a trasmettere a Terra immagini e video ad alta risoluzione, come aveva fatto il 6 marzo, quando ha inviato il suo primo selfie.

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