“La vera verità è che per 2 anni ti sei preso i soldi dalle rom per farle andare via dopo 10 secondi, con un tacito accordo con tutte le istituzioni”. E ancora: “Quindi tu non sei il colpevole ma lo sapevi e noi qui ci siamo detti per due anni: prima o poi questa cosa ci si ritorcerà contro”. Dice così – a leggere le intercettazioni degli inquirenti contenute nell’ordinanza del gip di Roma, Francesco Patrone – ad una collega Valerio Siracusa, uno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 16 dipendenti della onlus Virtus Italia, accusati di aver promosso un sistema per far scappare i minori rom appena identificati e accolti nella struttura del quartiere Villa Spada, per moltiplicare i rimborsi da parte del Comune di Roma. Siracusa, nello sfogarsi con la collega Lorenza La Candia, parla del presidente della coop, Enrico Sanchi, finito in carcere insieme al responsabile del centro Carmine Cerrone e alla psicologa Valentina Marini. “Nessuno ha mai fatto niente, realizzato niente con i rom – continua il dipendente – ora si crea un cazzo di centro in cui appena metti il piede fuori sei dimesso… e in cui vengono portate tutte le rom… e quindi ci sono migliaia di abbandoni di rom”. E ancora: “La vera verità, apriamo i portoni, questa è la vera verità. Lasciavano i ragazzini di 12 anni all’una di notte che se ne andavano via”.

COSI’ FAN TUTTI? – Secondo gli inquirenti, “emerge che tutti gli indagati, dai vertici della Virtus e del Centro agli operatori, devono ritenersi consapevoli e coinvolti nelle condotte illecite aventi natura seriale, non certo occasionale”. Anche se per molti si trattava di un “cosi fan tutti”, come emerge da una conversazione fra l’assistente sociale Alessandro Delfino e Cerrone: “A sto punto – dice Delfino – devono chiude tutti i centri de Roma perché tutti fanno scappa’ i minori. So tutti allora truffatori… quindi l’accuse so senza fondamento”. E Cerrone gli risponde: “Quest’anno sono ancora più soldi. E’ per due anni e ci sono ancora più soldi! Punto”. In generale, secondo i dati forniti dal Comune di Roma, sono 215 i minori stranieri scomparsi nel 2018, a fronte di oltre mille arrivi. In tutto ben 6.939 le persone scomparse nel Lazio dal 1974 al novembre del 2017, di queste, 4.150 sono minori. A Roma e provincia la maggior parte degli scomparsi: 6.909 di cui 3.333 minorenni: tra tutti 6.097 sono stranieri e 812 italiani.

“MICA SEI COSI’ FICA CHE TE TOCCANO!” – Fra gli episodi raccolti dagli inquirenti, c’o quello riconducibile al 10 gennaio 2018. Due ragazzine, rispettivamente di 11 e 12 anni, hanno appena terminato il riconoscimento e vengono spinte a “scappare”, scavalcando il cancello perché “non possiamo aprirlo”. Fuori dal centro, però, ci sono alcuni ragazzi che bivaccano e che spaventano un po’ le ragazzine. “Abbiamo paura di loro”, dice la ragazzina. “Ce stanno le telecamere… vai… Ciaoooo”, le urla l’operatrice, aggiungendo: “Non c’e che sei così fica che… che te toccano…”. In un’altra occasione, viene invitato a scavalcare un gruppetto di ragazzi, fra cui una disabile. E sta rischiando di farsi male. Un’operatrice dice al collega: “C’abbiamo un’handicappata che sta cercando di scavalcare… ma non so i ragazzi… e’ un’handicappata di brutto lei”. “E dove sta?”, risponde lui. “Sul cancello”.

LE LADRE DELLA METRO A – Secondo informazioni reperite da IlFattoQuotidiano.it attraverso fonti inquirenti, fra le ragazzine che decine di volte sono state ospitate dalla struttura della Virtus Italia, anche quelle che a Roma sono conosciute come “le ladre della Metro A”, una banda di bambine rom provenienti dal campo di Castel Romano specializzate in scippi e borseggi sulla principale linea della metropolitana della Capitale. Le ragazzine da anni vengono fermate, salvo poi essere avvistate di nuovo dopo pochi giorni sui convogli del metrò. Nel corso degli ultimi tempi, i sindacati della Polizia Locale avevano protestato veementemente contro il Comune di Roma perché “costretti a svolgere compiti di ordine pubblico che non ci competono e che sono troppo gravosi per le nostre scarse forze”. Il riferimento del sindacato Ugl è, in particolare, all’incombenza degli agenti nel dover accompagnare praticamente tutti i giorni i ragazzini fermati dalle forze dell’ordine presso i centri come quello di Villa Spada.

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