La preoccupazione per il cambiamento climatico in corso e per la crescente siccità è soprattutto per l’agricoltura e l’allevamento. In Italia sono molte le coltivazioni che hanno bisogno di grandi quantità di acqua, a partire dal riso, fino al mais, l’erba medica e il fieno che serve per l’alimentazione dei bovini, ma anche cereali invernali come il frumento e l’orzo. I problemi di irrigazione potrebbero danneggiare le colture, mettendo in ginocchio l’agroalimentare. “La siccità è diventata l’evento avverso più rilevante per l’agricoltura italiana in termini di danni economici a carico soprattutto delle produzioni – spiega Manfredini di Coldiretti – con due annate gravi nel 2012 e nel 2017, mentre per quanto riguarda i fenomeni precipitativi violenti, i danni riguardano sia le produzioni, sia le strutture e le infrastrutture. Si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio”.

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