Due settimane dopo la mobilitazione del 15 marzo contro i cambiamenti climatici, anche Wwf torna alla carica lanciando l’allarme sul riscaldamento globale con la nuova edizione della manifestazione Earth Hour, l’Ora della Terra: sabato 30 marzo alle 20,30 in tutto il mondo monumenti e abitazioni private spenti. “Se non cambiamo rotta alle nostre economie e ai nostri stili di vita potremo raggiungere lo stato dell’Hothouse Earth” spiega l’associazione, riferendosi allo stato della Terra 15-17 milioni di anni fa. Allora la concentrazione di CO2 nell’atmosfera era tra le 400 e le 500 ppm, le temperature medie erano superiori di 4-5 gradi e il livello dei mari era superiore di 10-60 metri rispetto a oggi. Ma il fatto più rilevante su cui riflettere, continua il Wwf, è che non vi era nessuna forma di ominide. “Gli ultimi quattro anni sono stati i quattro anni più caldi mai registrati – ha dichiarato la presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi – È sempre più urgente un’azione globale di conservazione del capitale naturale che non può prescindere da un cambiamento culturale dei nostri stili di vita, dei nostri sistemi produttivi e dei nostri modelli di consumi”.

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