Ieri eravamo molte di più di 30mila. Alla manifestazione promossa da Non una di meno contro le idee reazionarie degli organizzatori del World Congress of Families, che si è tenuto dal 29 al 31 marzo, hanno partecipato più di 100mila persone. Non una di meno ha parlato di ben altri numeri rispetto a quelli sciorinati dalla questura e dai media che non hanno reso giustizia a una mobilitazione imponente. Chi come me, è stato in quella fantastica marea, sa che il dato di 30mila persone è sottostimato. La manifestazione è stata solo uno degli eventi organizzati da Non una di meno che ha anche indetto tre giorni di mobilitazione con “eventi, conferenze, laboratori, spettacoli e performance”. Oggi a conclusione delle iniziative contro il Wcf, c’è stata l’assemblea transnazionale con l’intervento di Marta Dillon (Ni Una Menos Argentina) e le attiviste dei movimenti spagnoli, polacchi, croati,irlandesi, olandesi e francesi.

Eravamo una marea ieri per le strade di Verona. Hanno sfilato femministe, rappresentanti dell’Anpi, dell’Arcigay, dei Verdi, dei radicali e le attiviste dei Centri antiviolenza D.i.Re che hanno portato lo striscione “Libere donne in libere relazioni” contro “il progetto internazionale dell’intero disegno, volto a limitare la libertà delle donne perché l’unica famiglia possibile per il Wcf non solo non contempla le numerose altre forme di relazione affettiva espresse dalla nostra società, ma si regge sul lavoro di cura svolto da mogli e madri, unico orizzonte in cui si dovrebbero esprimere le donne”.

Il corteo colorato, gioioso e pacifico, è partito da Porta Nuova alle tre di un pomeriggio caldo e luminoso e ha attraversato le strade della città come un fiume in piena. Le manifestanti hanno cantato e scandito slogan, accolte e applaudite da alcune veronesi che sui loro balconi hanno danzato ed esposto bandiere arcobaleno e i drappi color fucsia. “Voglio il vaccino contro il Papillon Virus”, “Indietro non si torna, scegli, sorridi, vivi”, “Se un ovulo fecondato è una ‘persona’ e un rifugiato No! Abbiamo un problema”, “Ministro Fontana, noi esistiamo, faccia coming out“, “La lotta è fica”, “My body, my choice, my rights“, “Col rito, col rito, orgasmo garantito. Chiesa pastafariana”: questi erano alcuni degli striscioni e cartelli, alcuni ironici, portati in corteo dalle manifestanti che propongono un’altra idea di società e desiderano che le relazioni umane siano libere dal dominio, dal potere e dalla violenza e che siano fondate sul rispetto delle differenti identità e delle scelte delle persone.

A Verona si sono fronteggiati due mondi: il Wcf dentro il palazzo della Gran Guardia, un luogo ideale per accogliere chi sta a guardia delle mutande altrui perché non si cura abbastanza delle proprie mutande. Nelle strade il movimento delle donne.

di Simone Bauducco

I promotori del Wcf sono legati a movimenti e gruppi di estrema destra, statunitensi ed europei, che hanno l’obiettivo di azzerare i diritti civili e tutte le azioni politiche che contrastano discriminazioni e disparità sociali tra uomini e donne o che colpiscono le minoranze. Ciò che anima questi gruppi potenti e ben finanziati è un profondo odio per le donne e l’omosessualità, ma il loro obiettivo finale è attaccare le democrazie europee. Nel 2017 il Forum Parlamentare Europeo (Epf), una rete di parlamentari che si occupa della salute riproduttiva delle donne, ha pubblicato un dossier che parla del progetto politico di Agenda Europa per ripristinare ” l’ordine naturale” nelle società europee abolendo il divorzio, le leggi sull’aborto, la contraccezione, i diritti delle persone lgbti, l’omosessualità e le leggi contro le discriminazioni. Uno dei protagonisti di Agenda Europa è Brian Brown, quacchero, sostenitore di Donald Trump, presidente dell’Iof l’Organizzazione internazionale della famiglia che promuove il Wcf.

È grave che un congresso che promuove concetti che contrastano con la nostra Costituzione, abbia ottenuto il patrocinio da Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia e delle Disabilità, (la presidenza del Consiglio che aveva dato il patrocinio lo ha revocato) e la partecipazione di Matteo Salvini e del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Dopo il disegno di legge Pillon e la proposta di riconoscere la personalità giuridica al feto o il patto di adottabilità dell’embrione per le donne che vogliono interrompere la gravidanza, quali proposte di legge saranno avanzate dalla Lega dopo il Wcf? Fino a che punto si spingerà Matteo Salvini pur di far incetta di voti dalla destra reazionaria sulla pelle delle donne? Ieri, il vicepremier leghista, ha dichiarato che il vero nemico delle donne è l’Islam. Lo ha detto mentre interveniva a un congresso che per contenuti, metterebbe ampiamente d’accordo gli integralisti islamici con gli integralisti cristiani.

Quando nel 1985, Margaret Atwood scrisse la distopia I racconti dell’ancella aveva visto giusto e non è un caso che contro queste spinte reazionarie che soffiano in Europa, in Russia, negli Stati Uniti e in Sud America, siano proprio le donne a mobilitarsi. Sono in prima linea perché sono il primo e principale bersaglio di questo rigurgito reazionario e misogino che va fermato con l’alta marea del movimento delle donne.

@nadiesdaa