C’è chi richiama Matteo Salvini “a tornare a casa”, nella speranza che prima o poi, magari dopo le Europee, molli il governo con il M5s. Chi auspica maggiore autonomia. O chi sfida l’alleato o presunto tale, convinto che “senza Forza Italia non si vince”, come rivendicano pure big azzurri come Antonio Tajani e Maria Stella Gelmini. Venticinque anni dopo, Forza Italia si ritrova a Roma in Congresso con Silvio Berlusconi di nuovo candidato, ma con rapporti di forza nel centrodestra ormai stravolti. E con il Carroccio che punta ancora a svuotare gli azzurri. “Fino a quanto permetteremo a Salvini di mantenere la politica dei due forni? Questo è un problema suo, noi siamo coerenti e fedeli ai nostri elettori”, prova a smarcarsi Antonio Tajani, presidente uscente del Parlamento europeo. “Il centrodestra lo ha inventato Berlusconi, senza di lui non esiste”, continua pure la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini. Ma Salvini, di tornare alleato a livello nazionale con Fi, non sembra volerne sapere, almeno per ora. Così, tra i presenti al Congresso, soprattutto tra i volti più giovani, c’è chi si divide. “Deve tornare a casa, il centrodestra deve tornare unito“, si rivendica. Altri, invece, invocano più coraggio: “Forse dovremmo mostrare più autonomia, per far capire chi il centrodestra lo ha creato”. E c’è anche chi ha abbandonato la Lega “perché la Lega ha scelto il m5s”. Altri, invece, sono più realisti, “Due forni da parte di Salvini? Meglio così che nulla”.

Intanto, c’è chi dentro Forza Italia sembra ormai già alla porta, come il presidente della Liguria Giovanni Totiassente in polemica al Congresso, ormai diretto verso un nuovo contenitore sovranista con Meloni e Fitto. “Non sono stato coinvolto”, aveva rivendicato. E dentro Fi rispondono in modo gelido: “Toti? Guardate qui quanta gente, mi dispiace per lui”, attacca Tajani. Tra i sostenitori azzurri, invece, tra sondaggi sotto al 10% e il nodo Salvini, resta alla fine una sola la certezza: “Berlusconi? Resta lui l’unico leader”.

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