Cala (di poco) la Lega, cresce (di poco) il Movimento 5 Stelle. È quanto riporta il sondaggio settimanale di Index Research per Piazza Pulita, su La7. Per l’istituto guidato da Natascia Turato, il Carroccio registra un meno 0,3 per cento, attestandosi al 28 marzo al 34,5% contro il 34,8% della scorsa settimana. Il M5s, invece, negli ultimi sette giorni  cresce dello 0,2 per cento, passando dal 20,4 al 20,6 per cento. Il lieve aumento, tuttavia, non permette ai grillini di mettere a segno il controsorpasso ai danni del Pd. Nelle intenzioni di voto il partito di Zingaretti è al 21,1 per cento (-0,1 rispetto alla scorsa settimana). Lieve balzo in avanti per Forza Italia e per Fratelli d’Italia, entrambi in crescita dello 0,1 per cento. Il 28 marzo il partito di Berlusconi è al 9,1 per cento (alle politiche era al 14), quello della Meloni al 4,5 per cento (alle politiche era il 4,4). Dato invariato per Più Europa e Potere al Popolo: 2,7 per cento il movimento della Bonino, 1,7 quello dei comunisti. A sinistra, un +0,1 per Mdp, Sinistra Italiana ed altri che si attestano al 2,9 per cento.

Simile la tendenza che emerge dalle proiezioni diffuse dal Parlamento Ue riguardo alle prossime elezioni europee, elaborate da Kantar Public sulla base di cinque sondaggi condotti a livello nazionale tra il 18 e il 25 marzo (due da Swg, e uno a testa da BidimediaBi3, Emg Acqua ed Euromedia Research). In tal senso, recupera terreno il Pd, arretra il Movimento Cinque Stelle, mentre la Lega segna una battuta d’arresto, restando tuttavia di gran lunga il primo partito italiano. In confronto alle ultime proiezioni, che risalgono a circa un mese fa, il Partito Democratico recupera quattro seggi, raggiungendo il Movimento Cinque Stelle, che ne perde tre: entrambi sono stimati a 18 seggi. Per il partito guidato da Zingaretti, la perdita rispetto al boom del 2014 (oggi la delegazione italiana nell’Sd conta 31 seggi, non tutti del Pd), quando il partito superò il 40%, resta cospicua (13 in meno), ma all’interno del gruppo Sd l’Italia ritorna nel gruppo di testa, alla pari con l’Spd tedesco e a un’incollatura dal Psoe spagnolo di Pedro Sanchez, che sale a 19 seggi.

Il Pd viene dato al 20,6% dei voti, a un soffio dal 20,9% del Movimento guidato da Luigi Di Maio. La Lega è di gran lunga il primo partito, al 32,2%, attestandosi a 27 seggi, cedendo un posto rispetto ai 28 della precedente rilevazione. Resta cospicuo (il maggiore di tutta l’Ue in termini di seggi teoricamente conquistati) il balzo rispetto al 2014: nelle precedenti elezioni europee ne aveva avuti 5, anche se oggi i seggi italiani nell’Enf (Europa delle Nazioni e delle Libertà) sono 6, grazie all’’acquistò dell’ex M5S Marco Zanni, nel gruppo come indipendente (gli eletti leghisti sono la capodelegazione Mara Bizzotto e gli eurodeputati Mario Borghezio, Angelo Ciocca, Oscar Lancini e Giancarlo Scottà). Il Movimento Cinque Stelle, a 18 seggi, torna vicino ai livelli del 2014, in termini di seggi: ne aveva conquistati 17, anche se oggi ne ha 11, per via delle defezioni che si sono verificate nel corso della legislatura; nel gruppo dell’Efdd attualmente la delegazione italiana è composta da 14 eurodeputati, ma di questi tre (Marco Valli, Daniela Aiuto e Giulia Moi) sono fuori dal Movimento, pur facendo tuttora parte del gruppo Efdd. Ci sono poi tre eurodeputati già del M5S che sono usciti e approdati altrove: Marco Affronte nei Verdi, Marco Zanni nell’Enf e David Borrelli tra i Non Iscritti.

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