Zingaretti? Per me è una buonissima notizia che sia stato eletto segretario del Pd. Era sicuramente il candidato migliore dei tre, anche se ci voleva poco“. Sono le parole di Andrea Scanzi, firma de Il Fatto Quotidiano, nel corso di Otto e Mezzo, su La7. E aggiunge: “E’ naturale che ci sia una crescita nei sondaggi perché il Pd tardivamente ha scoperto una cosa che tutti sapevano tranne il Pd. E cioè che per crescere di nuovo nei sondaggi sarebbe bastato scegliere un segretario più forte di Martina, cioè tutti, e meno antipatico di Renzi, cioè tutti. Quindi, in questo senso Zingaretti rappresenta un passo avanti, anzi tre o quattro passi avanti”.

Il giornalista puntualizza: “Tuttavia, io sono un po’ deluso, perché da quando lui è diventato segretario ho visto le sue prime mosse. La nomina di Gentiloni a presidente ci può stare, visto che è una persona dignitosa e di specchiata moralità. Zingaretti ha poi nominato a vicepresidenti Serracchiani e Ascani, una che è più renziana di Renzi. Il nuovo tesoriere è Zanda – continua – la cui prima mossa è stata quella di annunciare la reintroduzione del finanziamento pubblico dei partiti. La prima mossa politica di Zingaretti è stata quella di andare da Chiamparino e di dire: ‘Facciamo il Tav’. Peraltro, parallelamente lo stesso Zingaretti si è professato a favore delle battaglie contro il cambiamento climatico. Faccio fatica a mettere insieme Tav e ambiente“.

E chiosa: “Domenica scorsa è successa una delle cose, a mio avviso, più gravi: Zingaretti, nel suo discorso di insediamento, ha detto seraficamente che uno dei motivi per cui questo Paese è in crisi è che la maggioranza ha votato No al referendum costituzionale del 2016. Cioè, tu vuoi riconquistare i delusi che hanno votato M5s e che quindi a quel referendum hanno votato No, ma gli dici che è colpa loro se il Paese va male. Alla luce di tutto questo, devo dire che Zingaretti come segretario per ora mi ricorda un Renzi travestito da Bersani“.