Il caso Diciotti ha comportato la votazione degli iscritti del M5s sulla piattaforma Rousseau ed è stato un gravissimo errore. E secondo me, per il M5s è molto più grave che non l’arresto di De Vito“. Sono le parole del direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Tagadà (La7), circa il caso Diciotti e l’arresto del presidente M5s dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, per corruzione e traffico di influenze illecite.

Travaglio spiega: “Purtroppo, anche anche prendendo tutte le precauzioni, capita sempre che ci sia qualcuno che intaschi tangenti. L’importante è cacciarlo a pedate. Invece il voto sulla Diciotti è stato un voto consapevole da parte di un movimento che aveva sempre sostenuto che la legge è uguale per tutti. E invece, nel caso di Salvini, pur con tutti i distinguo tecnici e giuridici che si possano fare, il M5s ha stabilito che la legge è più uguale per Salvini che per gli altri. E cioè che non saranno i giudici a decidere se quello della Diciotti è stato un sequestro di persona”.
Il direttore del Fatto puntualizza: “Per me quello non fu sequestro di persona, ma dovevano stabilirlo i giudici. E invece i 5 Stelle hanno preferito far decidere alla maggioranza parlamentare di cui Salvini fa parte. Quindi, si è trattato di una sorta di giustizia domestica. Questo è un atto consapevole del M5s, quindi secondo me per il movimento è un fatto più grave, anche se elettoralmente forse pagheranno di più il De Vito che si è fatto corrompere“.

Circa i rischi per l’amministrazione Raggi, Travaglio osserva: ” Se uno conosce un po’ le dinamiche interne al M5s romano, De Vito era il principale avversario interno di Virginia Raggi, era il candidato alternativo alla Raggi, la quale poi vinse le primarie M5s online. Credo che i due non si parlassero nemmeno o si parlassero giusto per i loro doveri istituzionali”.
E chiosa: “Vedremo dalle carte se è un caso se riguarda solo De Vito o l’intero M5s. Dalle prime cose che abbiamo potuto leggere sulle carte, è un caso che riguarda De Vito e basta, però è un caso ovviamente grave per la carica molto importante che ricopriva fino a quando è stato espulso dal M5s, forse con un atto frettoloso. Ma che altro devi fare? Era, di fatto, il presidente del Consiglio comunale”.