Ho fatto una gaffe enorme perché non sapevo che avesse la sindrome di Asperger, nessuno l’ha detto mai in televisione. Io mi ricordavo la ragazzina con le treccine di un film e ho detto che mi metteva a disagio. Non direi mai una cosa così e trovo cattivo e orrendo che la gente aspetti un qualsiasi errore che tu fai nella vita per azzannarti come se fossero lupi. Diceva Dio che colui che non ha mai sbagliato scagli la prima pietra. Sono una persona perbene, non sono una carogna“. Dopo l’ondata di indignazione che ha suscitato il suo tweet in cui definiva e Greta Thunberg “un personaggio da film horror”, Rita Pavone si è scusata spiegando il perché del suo post contro la ragazza svedese di 16 anni che è diventata il simbolo della lotta ai cambiamenti climatici candidata al Nobel per la Pace. 

Il tweet della Pavone è diventato subito virale, tanto che l’hashtag #RitaPavone è entrato nei top trend italiani di Twitter assieme a quello della protagonista del post, Greta. L’attacco, peraltro, è contro una ragazzina che ha raccontato di avere la sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico, e un “mutismo selettivo: in pratica parlo solo quando ritengo sia necessario. Questo è uno di quei momenti”. In tantissimi hanno commentato indignati il suo post ma c’è anche chi invece l’appoggia, come il senatore leghista Alberto Bagnai che le ha risposto: “Lo è”.

“È gente malata – ha spiegato all’Ansa – quella che mi attacca. Ho solo detto che mi ricordava un personaggio e ho messo la foto del film dove c’è questa ragazzina che le assomiglia. E’ brutto che ci siano persone che non aspettano altro per attaccarti, solo perché la pensi diversamente da loro. Mi dispiace, chiedo scusa, non sapevo avesse un problema e non intendevo offendere. Cosa vogliono? Che mi impicchi o che mi che mi tagli le vene? Perché sono incappata in un gravissimo errore di cui chiedo venia. Non pensavo di creare questo scompiglio, se qualcuno ha detto una battuta in più non l’ho detta io. E’ diventato un mondo di lupi“. Infine la Pavone fa una precisazione sugli attacchi che sta subendo: “Non mi parlino di canottoni. Io ho un labbro inferiore per cui devo dire grazie (croce e delizia) a mia nonna. Con gli anni questo labbro, che era tanto carino quando ero ragazzina, si è rilasciato. Io non ho mai fatto un intervento estetico. Ci tengo che tutti lo sappiano: io invecchio di brutto da parte mia e ne vado fiera. Non ho mai fatto un intervento, anche perché altrimenti sarei una cretina se il risultato è quello che ho….”.

Tutto questo alla vigilia del Global Strike For Future, la manifestazione che porterà nelle piazze di tutto il mondo milioni di persone che, ispirate dal discorso fatto dalla giovane Greta a nel suo intervento alle Nazioni Unite, hanno risposto al suo appello e sono pronte a scendere in piazza per lanciare un messaggio forte e richiamare gli Stati alle loro responsabilità nella lotta ai cambiamenti climatici. “Devono intervenire gli adulti e lo devono fare subito perchè non c’è più tempo”, ha detto la 16enne attivista svedese in un’intervista con Repubblica. “No, non saremo noi a salvare il mondo. Non c’è abbastanza tempo per poter aspettare che noi si diventi adulti con il potere di agire. È necessario che gli adulti di oggi agiscano adesso“, ha spiegato Greta invitando i suoi coetanei non ancora convinti a “studiare la crisi climatica che stiamo attraversando”.

“Direi loro di studiare il problema o, almeno, di ascoltare gli scienziati. Perché sarà una battaglia che rischia di stravolgere la nostra vita intera ma anche quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti”, aggiunge. Ancora una volta Greta si mostra molto critica nei confronti dell’attuale classe politica globale. Alla domanda sul politico che l’ha fatta più arrabbiare in questi mesi, Greta indica coloro che “dicono che stanno facendo abbastanza per il clima, mentre stanno grattando solo la superficie“. Tuttavia considera “la maggior parte dei politici brave persone che provano a fare del loro meglio”, anche se ritiene il presidente americano, Donald Trump, “un matto molto pericoloso“. Il grande successo non ferma la battaglia di Greta: “Continuerò finché le emissioni di gas serra non inizieranno a scendere così rapidamente da limitare il riscaldamento del Pianeta al di sotto di 1,5 gradi. Ma questo obiettivo al momento è così lontano che nemmeno riesco a immaginarlo”.

Greta Thunberg, ha iniziato a protestare la scorsa estate, andando ogni venerdì di fronte al Parlamento svedese per chiedere misure più efficaci contro i cambiamenti climatici. La sua protesta è stata ascoltata e lei è stata invitata a parlare al vertice sul clima delle Nazioni Unite in Polonia e al forum di Davos, diventando così un esempio per i giovani di molti Paesi.

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