La condanna a Jonella Ligresti e altri manager di Fonsai è stata annullata. Il processo dovrà ricominciare da capo, ma a Milano. La prima sezione della Corte d’appello di Torino ha accolto le istanze delle difese che avevano sollevato dubbi sulla competenza territoriale del Tribunale piemontese e ha annullato quindi la condanna di primo grado nei confronti della figlia dell’ingegnere Salvatore Ligresti, dell’ex amministratore delegato Fausto Marchionni e al revisore Riccardo Ottaviani.

L’11 ottobre 2016 i giudici torinesi avevano condannato a sei anni di reclusione l’ingegnere di Paternò creatore di un grosso impero immobiliare e finanziario e a cinque anni e otto mesi la figlia Jonella. Per l’ex Marchionni la pena era di cinque anni e tre mesi e per Ottaviani due anni e sei mesi. L’ex vicepresidente Antonio Talarico e l’altro revisore dei conti, Ambrogio Virgilio, erano stati assolti. Il ricorso delle parti civili contro queste assoluzioni è stato ritenuto inammissibile.

I Ligresti erano accusati di falso in bilancio e aggiotaggio: secondo le indagini della Guardia di Finanza, gli imputati avevano ridotto le “riserve” di bilancio, rassicurando però i soci sulla buona salute di Fonsai e nascondendo un buco da 800 milioni di euro. A Milano era stato processo Paolo Gioacchino Ligresti ed era stato assolto. Sempre i giudici di Milano, poi, avevano scarcerato Giulia Ligresti alla quale, invece, il Tribunale di Sorveglianza di Torino aveva negato l’affidamento in prova.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Termini Imerese, domiciliari per i vertici Blutec: “16 dei 21 milioni di fondi statali per riconversione usati in altri impianti”

prev
Articolo Successivo

Appalti, Cantone: “La corruzione non si combatte col buonsenso. Il sistema funziona se ci sono regole chiare”

next