Un pregiudicato per reati di droga, sotto l’effetto di stupefacenti, investe e uccide marito e moglie e ferisce gravemente i loro due figli. Il pregiudicato è marocchino, ha il permesso di soggiorno e c’è la certezza che sia un delinquente. Il ministro dell’Insicurezza pubblica, della Paura e della Propaganda, sforna in dieci minuti un disegno di legge che aumenta le pene per gli spacciatori. Il testo, che è una boutade propagandista, è ottimo cibo per gli urlatori televisivi: linea dura, niente più sconti ai delinquenti!

Siamo ai confini della realtà, e Matteo Salvini – grazie all’inettitudine dei suoi alleati di governo (ben gli sta!) – è il finto marziano.

Un magistrale editoriale di Marco Travaglio, pubblicato sul Fatto Quotidiano il 28 febbraio scorso, spiega perché fa il marziano, cioè il finto tonto.

In carcere ogni anno entrano 90mila persone, escono 80mila persone. I ladri, per decisione del Parlamento, restano in cella non più di due o tre giorni. Le condanne inferiori ai 4 anni (cioè il 90 per cento del totale) sono infatti affidate a misure alternative alla detenzione. In questo modo l’Italia riesce ad avere uno tra i minori numeri di detenuti in rapporto alla popolazione (89,3 ogni 100mila abitanti). Per farci un’idea: gli Usa ne hanno 693 ogni 100mila, la Spagna 130 ogni 100mila, la Francia 102,6 ogni centomila, l’Austria 95 ogni 100mila.

Ci sono troppi ladri a piede libero, dice il ministro della Paura, cosicché – invece di stabilire che qualunque pena, se definitiva, vada scontata, aggiunge altre norme a quelle esistenti e teorizza una nuova ulteriore misura. Armare i cittadini di pistole per rendere ai malavitosi pan per focaccia. La strabiliante iniziativa, nota come la nuova legge sulla “legittima difesa”, dimentica che ogni anno in Italia i processi per “eccesso” di legittima difesa sono quattro. Quattro in tutto. Infatti tutti coloro che difendono legittimamente i beni e le persone dalle incursioni dei ladri sono tutelati dalle norme sulla legittima difesa già riviste al rialzo durante il governo Berlusconi per mano del ministro della Giustizia di allora, il leghista Castelli. Non è meraviglioso?

Al ministro dell’Insicurezza non viene neanche in mente la ragione per cui sono state approvate leggi come il cosiddetto “svuotacarceri”, che è servito ad alleggerire la popolazione carceraria in sovrannumero rispetto ai parametri decisi. L’Italia infatti impone che ogni detenuto abbia almeno 9 metri quadrati a disposizione se ristretto in una cella singola, e almeno 14 metri quadrati se in una doppia. La capienza minima decisa dalla Corte di giustizia europea è di 3 metri quadrati pro capite, mentre la soglia sotto la quale non si può andare, secondo il Comitato per la prevenzione della tortura, è di 4 metri quadrati procapite.

L’Italia prima alza i parametri vitali della vivibilità di ogni detenuto (giustissimo!), poi però dimentica di costruire nuove carceri e – condannata per violazione dei diritti dei detenuti – risolve la questione lasciando i condannati a casa, nella comoda soluzione dei domiciliari.

Ora il fantasmagorico Salvini, risolve la questione, non riuscendo ad arrestare i cattivi, né a tenerli in carcere, delegando noi a farlo.

E’ bravissimo, vedrete che presto ci dirà: “Avete voluto la pistola? E adesso sparate!”.