LG V40 ThinQ è uno smartphone che è stato presentato a ottobre 2018, ma sta facendo solo ora il suo debutto sul mercato europeo (in esclusiva con TIM). Questo significa che gli elementi potenzialmente rivoluzionari al momento della presentazione non sono più tutti tali. Nonostante questo, il V40 ThinQ preserva la capacità di garantire un’esperienza utente di alto livello. Merito di una dotazione hardware capace di reggere un uso quotidiano intenso, di una buona qualità costruttiva e di uno schermo di buon livello. La fotocamera non è il massimo a cui si possa aspirare, soprattutto considerato il prezzo di listino di 999 euro. Una cifra importante, a fronte della quale i potenziali acquirenti probabilmente si aspetterebbero specifiche tecniche più recenti. Oltre tutto, la quotazione mette questo smartphone in diretta competizione con i top di gamma che verranno presentati al Mobile World Congress 2019, che aprirà i battenti lunedì prossimo a Barcellona.

I motivi per dargli una chance sono la qualità costruttiva e il fatto che il fisiologico calo di prezzo dei dispositivi Android potrebbe portare a breve la quotazione a dimezzarsi. In questo caso diventerebbe un best-buy.

Esternamente l’LG V40 ThinQ è rivestito interamente in vetro. Non è un materiale inedito, ma a fare la differenza è la finitura posteriore realizzata con un effetto satinato, che al tatto restituisce una sensazione simile alla seta. Afferrando questo smartphone si ha la sensazione di avere tra le mani un dispositivo premium, che oltre tutto è il top di gamma del 2018 più leggero sul mercato, con un peso di 169 grammi. A questo si aggiunge la certificazione IP68, che gli consente di stare immerso in acqua fino a 1,5 metri per un massimo di 30 minuti, e resistere a urti e cadute secondo lo standard militare MIL-STD-810G.

Sulla parte frontale c’è il notch, che cela due fotocamere e si può nascondere via software. Su retro troviamo il sensore per le impronte digitali, sempre veloce e preciso nello sblocco, e la tripla fotocamera che ha una sporgenza trascurabile.

Sebbene la resa fotografica sia complessivamente buona, è un passo indietro rispetto ad altri brand. La fotocamera posteriore lavora molto bene in diurna, ma perde di dettaglio in notturna, forse un po’ troppo considerando la fascia di prezzo. I tre sensori del Huawei Mate 20 Pro sono decisamente più efficaci. Come sempre ricordiamo che a concorrere alla qualità fotografica non è solo l’hardware ma anche il software, e gli algoritmi di intelligenza artificiale messi a punto da Huawei portano a risultati migliori. In compenso, la presenza di un sensore grandangolare e del teleobiettivo torna utile in tante circostanze nell’utilizzo quotidiano. I video possono avere risoluzione fino a 4K a 60 frame per secondo e la resa è ottima. C’è la possibilità dello slow-motion a 240 fps, ma in questo caso la risoluzione si ferma al Full-HD. Buone notizie anche dalle due fotocamere anteriori, in grado di realizzare un effetto bokeh convincente.

Sul fronte della dotazione hardware, il processore Snapdragon 845 è ormai in circolazione da inizio 2018, quindi non è il componente più innovativo possibile. Stiamo comunque parlando di un eccellente processore, peraltro ben ottimizzato in questo smartphone. In questo modello è affiancato da 6 Gigabyte di memoria RAM e da uno spazio di archiviazione di 128 Gigabyte espandibili tramite micro-SD. Le prestazioni che abbiamo registrato durante i test sono quindi da top di gamma, in linea con le aspettative.

Il sistema è fluido e scattante in qualsiasi situazione, e con questo modello migliora sensibilmente rispetto ai predecessori anche la dissipazione del calore: ora è difficile percepire calore maneggiando il prodotto. Inoltre, è stata riposta una particolare attenzione al comparto audio: c’è la presa jack per le cuffie, che tra l’altro mette a disposizione dell’utente un DAC audio dedicato a 32bit. Una chicca che, unitamente alla tecnologia DTS:X per l’effetto sorrund 3D e agli auricolari di qualità superiore alla media inclusi in confezione offre un’esperienza d’ascolto difficile da incontrare in altri dispositivi.

Di buon livello anche lo schermo da 6,4 pollici prodotto con tecnologia P-OLED (Plastic OLED, permette di creare schermi con curvature molto pronunciate e con bordi pressoché assenti). La risoluzione è di 1.440 x 3.120 pixel, con rapporto di forma in 19.5:9. Restituisce un alto livello la visibilità all’aperto, contrasti e luminosità buoni, così come gli angoli di visuale.

Chiudiamo con una nota sul software. LG V40 arriva sul mercato con a bordo il sistema operativo Android 8.1 Oreo, e considerando la fascia di prezzo era lecito attendersi il più recente Android Pie. Inoltre, è personalizzato con la solita interfaccia grafica dell’azienda sudcoreana, che interviene in maniera importante rispetto all’esperienza stock del robottino verde. Ci sono tantissime funzionalità, che da una parte tornano utili, dall’altra spesso risultano troppo invadenti. Inoltre, arrivando questo smartphone in esclusiva con TIM, c’è la brandizzazione da parte dell’operatore telefonico, con tutta una serie di applicazioni preinstallate. La sensazione è che il software appesantisca la piattaforma hardware invece di esaltarla.

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